Progettazione e Architettura

Napoli, a 15 anni dal concorso sul waterfront apre il cantiere del nuovo terminal passeggeri

Mariagrazia Barletta

Sono appena iniziati i lavori per la struttura di approdo delle navi dirette alle isole del golfo. Tutto è cominciato nel 2004 con il concorso vinto dall'architetto francese Michel Euvé

A quindici anni dal concorso internazionale per la progettazione del waterfront monumentale della città di Napoli, vinto dal gruppo dell'architetto francese Michel Euvé, sono iniziati i lavori per il nuovo terminal passeggeri per le navi veloci dirette alle isole del golfo. La nuova struttura sorgerà nell'area portuale, più precisamente sulla calata Beverello, di fronte al Maschio Angioino. Posta una pietra tombale sul ricorso dell'impresa seconda classificata (il Consiglio di Stato si è espresso lo scorso 28 novembre), il raggruppamento vincitore della gara per i lavori, composto da Consorzio Integra soc. coop. (mandataria) e Brancaccio Costruzioni, ha preso possesso dell'area su cui si sta preparando il suolo a ricevere le biglietterie temporanee. Una volta realizzate, si potranno demolire le biglietterie esistenti per far posto al nuovo terminal. Infine è prevista una terza fase: realizzato il terminal, verrà costruito un piccolo edificio con funzioni di bar-ristorazione.

Il terminal viene costruito mantenendo la banchina nel pieno delle sue funzioni. Il nuovo volume, di circa 2.400 mq ad un solo piano e a basso impatto visivo, è concepito per dar vita sul suo tetto ad una passeggiata con affaccio sul mare e sul castello. L'obiettivo è creare un nuovo tratto di lungomare, oggi inesistente lungo quel tratto di costa. Le attività di ristorazione saranno invece inglobate in una struttura di 360 mq. La copertura del terminal sarà composta da una serie di piani lievemente inclinati di forma triangolare e trapezoidale. La quota di calpestio del nuovo fabbricato sarà posta a 50 centimetri sopra il livello del mare, ossia circa due metri al di sotto dell'attuale piano campagna. In questo modo il tetto-facciata andrà a raccordare la quota della strada (via Acton) con il piano della banchina. Più che come un edificio, il nuovo terminal sarà percepito come una sorta di "rimodellazione" del suolo, grazie ad un sistema di falde inclinate che andrà ad elevare la quota stradale per poi ridiscendere al livello della banchina. Dei manufatti presenti sulla calata saranno conservate solo le attuali pensiline progettate da Vulcanica Architettura. Il progetto, inoltre, si pone in continuità con la vicina piazza Municipio ridisegnata dai due Pritzker portoghesi, Alvaro Siza e Eduardo Souto de Moura.

Il concorso del 2004 per la riqualificazione (inattuata) del waterfront
Il disegno del nuovo terminal parte da lontano come parte integrante di un più vasto progetto – mai realizzato - di riqualificazione del waterfront partenopeo. Per programmare, progettare ed eseguire le opere di rigenerazione dell'area monumentale del porto, nel 2003 l'Autorità portuale di Napoli costituisce con il Comune e la Regione una società di scopo denominata Nausicaa SpA. Nel 2004 la holding pubblica bandisce un concorso internazionale per la riqualificazione dell'area monumentale del porto che viene vinto dal un raggruppamento coordinato da Michel Euvè di Parigi, costituito da Sarl Ebsg d'architecture (capogruppo), Via Ingegneria, Modimar, Studio Capolei Cavalli Architetti Associati e Raffaella Massacesi. Nel 2007 la società Nausicaa affida al Rtp vincitore la progettazione definitiva di tutta l'area monumentale del porto (dal molo Beverello all'Immacolatella Vecchia). A luglio 2010 il contratto viene integrato e al Rtp viene affidato il progetto preliminare del recupero degli ex magazzini generali alla Calata Piliero, progettati da Marcello Canino. A novembre 2010 viene deliberata la messa in liquidazione della società Nausicaa in quanto non ritenuta utile ai fini della gestione dell'opera di riqualificazione. A gennaio 2012 il contratto in corso con il Rtp viene trasferito all'Autorità portuale che affida al Rtp il progetto definitivo per l'adeguamento della Calata Beverello, che comprende il nuovo terminal. Progetto che l'Authority aveva intenzione di porre a base di gara per una concessione di lavori pubblici. Il progetto per il molo Beverello viene consegnato a gennaio 2014 e nel 2016 viene attivata la conferenza di servizi.

La corsa per chiudere il cantiere per l'avvio delle Universiadi 2019
Intanto, dopo tre anni di commissariamenti e, con la trasformazione strutturale delle Autorità portuali, Pietro Spirito si insedia (5 dicembre 2016) al vertice dell'Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Centrale. Da allora al progetto viene impressa una forte accelerata. La conferenza di servizi termina a maggio 2017 con pareri tutti favorevoli e alcune prescrizioni. La decisione iniziale di far realizzare e gestire il terminal ai privati viene riconsiderata dall'AdSP che opta per un finanziamento pubblico «al fine di meglio garantire la funzione pubblica dei servizi da assicurare all'utenza», si legge nella delibera 229 del 2017 del presidente Spirito. L'intento era quello di completare i lavori entro la metà del 2019, dunque in tempo per l'avvio delle Universiadi. La stessa delibera del 2017 approva il progetto definitivo per la Calata Beverello consegnato nel 2014. A novembre 2017 l'Autorità portuale affida al Rtp lo sviluppo dell'esecutivo per il terminal passeggeri, con il quale i progettisti dovevano recepire le richieste di modifica emerse nella conferenza di servizi. L'esecutivo viene consegnato a dicembre 2017. Si arriva a marzo 2018 con la trasmissione all'Authority dell'esecutivo che recepisce le prescrizioni e raccomandazioni richieste dal Comitato tecnico amministrativo del Provveditorato regionale per le Opere pubbliche.

Perso il finanziamento con la sentenza 74/2018 della Corte Costituzionale
La realizzazione degli interventi per il nuovo terminal viene finanziata con 20 milioni e 500mila euro dal Mit a febbraio 2018, attingendo al fondo che la legge di Bilancio 2017 ha destinato al finanziamento degli investimenti per lo sviluppo infrastrutturale del Paese. Arriva poi la nota sentenza 74/2018 della Corte costituzionale che dichiara l'incostituzionalità del comma della legge di Bilancio relativo al Fondo Investimenti, nella parte in cui non prevede intese con gli enti territoriali per l'emanazione dei Dpcm che dispongono la destinazione e la ripartizione delle risorse nei settori di spesa rientranti nelle materie di competenza regionale. L'AdSP va comunque avanti ritenendo possibile anticipare la spesa con fondi propri e con risorse attinte dai fondi perequativi del Mit ripartiti tra le Autorità portuali, e a luglio 2018 approva l'esecutivo insieme al quadro economico rimodulato in seguito alla revoca del finanziamento, per un importo complessivo di 17,9 milioni di euro, di cui 16,55 milioni per i lavori. Nello stesso mese viene bandita la gara per l'affidamento dei lavori.

Il ricorso dell'impresa seconda classificata
A marzo 2019 la gara viene aggiudicata al costituendo Rti Consorzio Integra soc. coop. (mandataria) e Brancaccio Costruzioni. L'importo dei lavori, rimodulato in seguito al ribasso offerto del 21,69%, è di 13.150.139 euro. Arriva il ricorso innanzi al Tar della seconda classificata. Consorzio Stabile Infratech (che ha partecipato con Sacosem) impugna il provvedimento di aggiudicazione, sostenendo tra l'altro l'illegittimità dell'ammissione alla gara di Consorzio Integra. Per il Tar Campania il ricorso è infondato (sentenza n.3232 del 2019) e il Consiglio di Stato ha confermato la linea dei giudici di primo grado (ordinanza 5944 pubblicata il 29 novembre 2019).

I crediti del progetto


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