Progettazione e Architettura

Milano, il progetto del «guru» olandese Koolhaas per lo scalo Farini: un viale verde lungo 3 km

Mariagrazia Barletta

Il gruppo guidato dallo studio Oma si è aggiudicato con Laboratorio permanente il concorso internazionale per il masterplan degli ex scali ferroviari Farini e San Cristoforo

Il costruito deve essere residuale, perché la priorità sono le condizioni climatiche e ambientali che le nostre città sapranno assicurare ai cittadini. È questo il concetto chiave della proposta che si è aggiudicata il concorso per l'elaborazione del masterplan sulla base del quale saranno riqualificate le aree degli ex scali ferroviari Farini e San Cristoforo a Milano. La competizione internazionale, bandita lo scorso 22 ottobre da Fs Sistemi Urbani e da Coima Sgr, è stata vinta dalla cordata guidata dallo studio Oma di Rem Koolhaas. Il progetto «propone – spiegano i progettisti – due nuovi dispositivi ambientali: l'uno verde, un grande bosco lineare presso lo scalo Farini in grado di raffreddare i venti caldi provenienti da sud-ovest e di depurare l'aria dalle particelle più tossiche; l'altro blu, un lungo sistema lineare a San Cristoforo per la depurazione delle acque, che definisce un paesaggio per realtà umane e non-umane».

Lo studio di Rotterdam ha contato su un gruppo multidisciplinare. A comporlo ci sono il giovane studio Laboratorio Permanente di Milano (Nicola Russi e Angelica Sylos Labini) i paesaggisti dello studio Vogt Landscape Architects, lo studio parigino di Philippe Rahm che porta avanti un lavoro che mette in connessione fenomeni climatici e composizione architettonica, La società italiana NET Engineering, Ezio Micelli, docente all'Iuav, esperto, tra l'altro, di valutazioni economico-finanziarie di piani e progetti di partenariato pubblico privato nelle trasformazioni urbane, l'architetto Luca Cozzani, la società di consulenza Arcadis Italia e Temporiuso.net, associazione culturale che promuove il riuso temporaneo di spazi in abbandono. Il parco San Cristoforo è progettato come un dispositivo ecologico, che funziona come filtro di depurazione delle acque provenienti da nord-ovest e che discendono verso il paesaggio agricolo a sud-est. L'idea è sfruttare il reticolo idrico del territorio milanese e farlo riaffiorare in questa area, generando un sistema di rogge e bacini di depurazione. Le acque si immettono poi in una lunga vasca balneabile prima di defluire nel Parco Sud. Luogo d'accesso al paesaggio d'acqua diventerebbe una nuova piazza minerale direttamente connessa alla stazione e al Parco Sud.

Per l'area Farini si è pensato ad una fascia di alberi lungo tutto il versante sud-ovest dell'area, su entrambi i lati della ferrovia, dove poter trascorrere il tempo libero all'aperto. Contemporaneamente la fascia verde riduce l'isola di calore generata dalla città e filtra l'inquinamento trasportato dal vento. Nel grande parco viene riprodotta l'orditura del tessuto urbano adiacente, con il quale il verde entra così in relazione. Le strutture esistenti (in tutto quasi 49mila mq) vengono tutte conservate e riutilizzate. Si pensa anche all'introduzione di servizi pubblici, in continuità con quelli esistenti. Un auditorium, un centro sportivo, un polo scolastico, residenze temporanee per artisti, sono alcune delle funzioni immaginate nel grande parco.

I vincitori sono stati scelti dalla commissione presieduta dall'architetto francese Dominique Perrault e assistita dal responsabile unico del procedimento, Leopoldo Freyrie, che ha scelto tra le proposte presentate dai cinque finalisti. Oltre al team guidato dallo studio Oma, in gara vi erano i team di Arup, Baukuh, Kengo Kuma e Grimshaw. (per la composizione dei team finalisti si veda l'articolo pubblicato il 2 gennaio). «Il progetto è rispettoso della storia urbana della città con vie, piazze, giardini, parchi e introduce grande flessibilità e diversità di utilizzo per la popolazione. È una strategia di sviluppo urbano per poter vivere e lavorare nel nuovo quartiere di Farini e muoversi con spostamenti ciclabili pedonali e dolci», ha dichiarato il presidente della giuria, Dominique Perrault.

«Ora, come previsto nell'accordo di programma, si apre una fase di consultazione pubblica cui i cittadini potranno partecipare per aiutarci a definire possibili implementazioni. Già per la prossima settimana abbiamo fissato un incontro pubblico, a maggio faremo i tavoli di lavoro operativi con l'obiettivo di rendere il futuro dei due scali il più condiviso possibile. E tra un mese, nell'ambito di Reinventing Cities, è già ora di scoprire il progetto che verrà sviluppato sullo scalo di Greco», ha affermato l'assessore all'Urbanistica, Pierfrancesco Maran. «Il masterplan selezionato dovrà integrarsi con il nuovo Piano di governo del territorio (Pgt) del Comune di Milano che prevede, fra l'altro, la copertura dei binari della stazione Garibaldi per realizzare un continuum con l'intervento di Porta Nuova», ha sottolineato Carlo De Vito, presidente Fs Sistemi Urbani. «Siamo pronti ad avviare in collaborazione con Fs Sistemi Urbani e il Comune di Milano lo sviluppo della prima fase dello scalo, che avrà il compito di unire Porta Nuova a Farini in un asse strategico della città che potrà continuare attraverso la Bovisa fino ad Arexpo», ha evidenziato Manfredi Catella, fondatore e Ad di Coima Sgr.


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