Progettazione e Architettura

A Monaco pronto l'edificio-condominio firmato Citterio-Viel

Mariagrazia Barletta

Il progetto - realizzato con lo studio locale Plan2 Architekten e scelto con un concorso internazionale - valorizza gli spazi comuni

Un'intelaiatura bronzea, impreziosita da profili dorati, che oltre ad essere elegante è anche funzionale. L'originale concept per la facciata del nuovo edificio per uffici «Nove» a Monaco, firmato dallo studio Antonio Citterio Patricia Viel, racchiude il senso del progetto che «appartiene a una concezione che ha come priorità la creazione di spazi vivibili senza voler assumere una connotazione "fisica" tradizionale di edificio per uffici», racconta Patricia Viel. L'edificio, al cui progetto ha partecipato Plan2 Architekten, in qualità di "local architect", è parte del nuovo quartiere Arnulfpark. L'edificio - multitenant per 1.300 lavoratori - nasce da un concorso internazionale ed è stato realizzato dai developer tedeschi Salvis Consulting AG e Art-Invest Real Estate. Al piano terra ospita un ristorante e bar, negozi e un'area per conferenze. Racchiude due ampie corti accessibili a tutti gli utenti dell'edificio, entrambe progettate con il contributo del paesaggista svizzero, affermato a livello internazionale, Enzo Enea. Una collaborazione che ha avuto origine con il progetto di Monaco, ma poi proseguita per altri lavori dello studio milanese, quali il Bulgari Hotel a Pechino e l'edificio residenziale «Arte Surfside» a Miami.

Nell'edificio Nove il cortile orientale ospita aree informali per riunioni e gioca con l'elemento acqua: al suo interno è stata posizionata una vasca nella quale si rispecchiano le facciate dell'edificio e gli alberi. L'altra corte genera invece un'atmosfera contemplativa. Gli esterni sono pensati per dialogare con gli interni. Più nel dettaglio, le due corti entrano in rapporto con il grande atrio interno a tutta altezza, dal quale sono separate per mezzo di vetrate. L'atrio si sviluppa su un'altezza di ben 23 metri e costituisce il cuore del progetto, andando a connettere le diverse unità funzionali al piano terra. Gli spazi comuni sono dunque molto generosi. «Gli spazi comuni stanno assumendo sempre più importanza nei progetti dei luoghi di lavoro, perché è la stessa forza-lavoro qualificata che è alla ricerca di ambienti di lavoro che assecondino aspirazioni personali e stimolino la produttività, favorendo incontri informali, spazi per il relax e le attività personali», riferisce Antonio Citterio. «Sempre di più - continua - gli sviluppatori di progetti di uffici e headquarters aziendali diventano consapevoli della necessità di dotare i propri immobili di generosi e accoglienti spazi comuni, capaci di ospitare e attrarre anche una moltitudine di funzioni di supporto alla "vita" lavorativa delle persone che utilizzino l'edificio, sia quotidianamente, come proprio luogo di lavoro, che saltuariamente, come ospiti».

Controllo dalla macro alla micro scala
A caratterizzare il progetto è anche un'attenzione dalla macro alla micro scala, con un approccio che integra in un progetto unitario l'interior design, l'architettura e la progettazione paesaggistica. «Negli ultimi venti anni l'architettura - spiega Citterio - ha guardato alla progettazione degli interni come fosse un'arte minore, non capendo che la sola differenza tra le due discipline era che agivano su una scala diversa. All'estero, il nostro studio è apprezzato proprio per questa capacità di "abitare gli spazi". Gli interni sono importanti quanto l'architettura; dobbiamo anche per questa ragione tornare alla grande tradizione italiana. La relazione dell'architettura con il paesaggio è altrettanto importante. In fase di progettazione, ci preoccupiamo di cosa si vede quando ci si trova nell'edificio, come esso si relaziona con il contesto e come è orientato verso il sole».

Spazi interni quasi "residenziali"
Il progetto risponde alle nuove esigenze che si stanno sviluppando nell'ambiente di lavoro, dove le innovazioni sul piano dello spazio fisico sono generalmente incoraggiate da un approccio al lavoro più flessibile, dall'adesione ai principi dello smart working, da una cultura aziendale che include nuovi stili di leadership, e dalla mobilità delle persone supportata dalla tecnologia. Nel caso specifico, «Nove - racconta Patricia Viel - appartiene a una concezione che ha come priorità la creazione di spazi vivibili senza voler assumere una connotazione "fisica" tradizionale di edificio per uffici. L'ufficio in fondo oggi è solo una delle possibili opzioni dove poter lavorare: la permanenza alla scrivania si alterna, anzi è bilanciata, con altre attività. Quando ci si trova a stare in ufficio è come essere all'interno di una comunità. Gli spazi, per adeguarsi a queste modalità organizzative e risultare attrattivi, devono essere confortevoli, quasi "residenziali". Devono favorire, predisporre, l'accoglienza e la vita sociale, un po' come accade nei nostri progetti di alberghi».

Al centro il benessere degli occupanti
All'esterno dell'edificio, davanti all'ingresso principale, è stato posizionato un altro specchio d'acqua dal quale emerge una scultura dell'artista Hajo Forster. Si tratta di un disegno per la sistemazione dello spazio pubblico esterno, progettato anch'esso con la consulenza dello studio Enea. Le facciate, completamente vetrate, integrano schermature solari costituite da lamelle di alluminio regolabili. L'intelaiatura segue una griglia con passo di 1,35 metri, con finestre apribili ogni due moduli. Ciò permette di avere partizioni interne mutevoli e dunque una estrema flessibilità interna. Nove, inoltre, è stato certificato Leed Platinum. «Oggi stiamo lavorando a progetti in cui l'orizzonte dell'attenzione verso la qualità degli ambienti di lavoro si concentra ancora maggiormente sul benessere degli occupanti, su tutto ciò che ha a che fare con l'aria respirata negli ambienti, l'acqua e il cibo a disposizione all'interno dell'edificio, la disponibilità di luce naturale, il controllo personalizzato della temperatura, la possibilità di fare movimento e esercizio fisico, la vicinanza a elementi naturali», conclude Patricia Viel.

Lo studio: 25 commesse in corso, il 70% dei lavori è all'estero
Lo studio Antonio Citterio Patricia Viel è attualmente impegnato in Italia e all'estero (il 70% delle commesse arriva dall'estero). Circa 25 i progetti in corso, tra i quali spiccano una torre di circa 280 metri di altezza a destinazione mista a Taipei (Taiwan), alcune torri residenziali in Estremo Oriente, la ristrutturazione di un headquarters degli anni Sessanta a Roma e il complesso Symbiosis a Milano, dove presto sarà inaugurato l'edificio in cui si insedierà Fastweb, già terminato. Quest'ultimo si inserisce in un più ampio masterplan realizzato dallo studio Antonio Citterio Patricia Viel per il gruppo Convivio e che riguarda un ambito di 12mila mq. Ora lo studio milanese sta lavorando al progetto di un altro edificio, che sorgerà a sud dell'headquarters di Fastweb.

I CREDITI DEL PROGETTO


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