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  • 08 Giu 2018
  • Concorsi/2. I giovani di Simposio vincono il bando Yac -Demanio per il Forte di Favignana

    Francesca Oddo
  • Ex Forte di Favara, ecco come potrebbe rinascere
    Ex Forte di Favara, ecco come potrebbe rinascere
  • È un team italiano il vincitore di "Art Prison", il concorso internazionale di idee mirato alla riqualificazione del Forte di Santa Caterina a Favignana, bandito lo scorso gennaio da YAC - Young Architects Competitions e dal Comune di Favignana, in collaborazione con l'Agenzia del Demanio. Giovanissimi (under 26 in media), Davide Natarelli, Federico Bettazzi, Chiara Davino, Tommaso Seveso, Eleonora Valle sono i componenti di Simposio, il raggruppamento temporaneo che ha vinto il primo premio di 10mila euro. La giuria, composta fra gli altri da Daniel Libeskind, Manuel Aires Mateus e Felix Perasso di Snøhetta, ha assegnato il secondo premio a in situ (Brasile) e il terzo a MJHM (Usa).
    L'obiettivo del concorso era la trasformazione del Forte di Santa Caterina in un centro d'arte contemporanea del Mediterraneo: un luogo di incontro, cultura e ricerca creativa, nel quale gli artisti potessero ritirarsi e dare voce alla propria immaginazione.

    Il paesaggio, l'orografia e la tettonica del luogo sono gli elementi a partire dai quali prende le mosse il progetto di Simposio, «strutturato in tre azioni principali: l'estensione e la reinterpretazione della traccia del percorso esistente, il rafforzamento dell'impronta delle vecchie mura attraverso un nuova piattaforma, l'innesto di punti panoramici», spiega il team. Il percorso è organizzato in una sequenza di spazi visivamente connessi lungo un itinerario espositivo che lega insieme la memoria alla contemporaneità e che conduce al grande teatro all'aperto orientato verso la fortezza. Gli interni, alcuni dei quali scavati nel volume della fortezza, accolgono lo spazio per la mostra permanente, gli atelier per artisti, alcune suite, l'area benessere e quella lounge. I nuovi volumi (il ristorante e le stanze per soggiorni brevi) sono concepiti come «oggetti astratti» che innescano il dialogo fra preesistenza e nuova costruzione, fra passato e presente.