Gestionale

«Scacco alla regolarità, i decreti Jobs Act non risolvono i problemi

«Un provvedimento sulla semplificazione scritto sotto dettatura delle associazioni imprenditoriali» . E' il giudizio di Walter Schiavella, segretario generale della Fillea Cgil sul contenuto dei decreti attuativi emanati dal Consiglio dei Ministri, in particolare sul tema della lotta alla irregolarità ed illegalità , che nei cantieri edili è una »assoluta emergenza, cui il governo risponde con una ulteriore spinta deregolativa. La chiama semplificazione, ma è un vero e proprio scacco alla regolarità del lavoro. Per chi viene scoperto con dipendenti in nero non c'è più la sospensione dell'attività fino alla regolarizzazione ma l'invito a sanare l'illecito» spiega Schiavella «ed in un paese dove le aziende edili subiscono in media una ispezione ogni 15 anni, eliminare anche il deterrente della sospensione dell'attività è un chiaro incentivo all'utilizzo del lavoro nero e irregolare». Ma per il leader Fillea «i regali alle aziende edili non sono finiti, visto che ora si toglie anche l'obbligo del tesserino di riconoscimento nei cantieri. Non è sicuramente solo il tesserino che tiene lontane irregolarità e illegalità dai cantiere, ma certamente aiuta».
Mentre il segretario generale FenealUil Vito Panzarella si aspettava «un taglio maggiore sulle aliquote della cassa integrazione ordinaria, ovvero l'allineamento con gli altri settori produttivi». La«scelta del taglio orizzontale - scrive il sindacalista in una nota - se pur rappresenta una boccata di ossigeno, non risolve il problema dell'invasione delle altre tipologie contrattuali nel cantiere edile, argomento da noi denunciato da tempo e su cui il prossimo 23 giugno terremo un'importante iniziativa nazionale». E per il leader edili Uil «il fatto che dal primo gennaio 2016 la cassa straordinaria non ci sarà più per le aziende coinvolte da fallimenti, concordati e cessazioni creerà un ulteriore disagio ai lavoratori».


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