Gestionale

Linee guida degli ingegneri per l'accesso al fondo di garanzia Pmi

Giuseppe Latour

Il Cni ha appena diffuso una circolare che illustra le modalità per utilizzare il plafond messo a disposizione dal ministero delle Sviluppo economico

Arrivano le linee guida del Consiglio nazionale degli ingegneri per l'accesso al fondo di garanzia delle Pmi. Il Cni ha appena diffuso una circolare che illustra le modalità per utilizzare il plafond messo a disposizione dal ministero delle Sviluppo economico. Nel dettaglio viene spiegato quali sono le operazioni finanziabili, entro quale percentuale si può ottenere un sostegno, quali sono le procedure da seguire e in quanto tempo è possibile ottenere una risposta.

Com'è noto, il Mise ha reso operativo, a partire dal 10 marzo 2014, l'accesso da parte dei liberi professionisti al Fondo di garanzia delle Pmi. Ha disposto, in particolare, che un libero professionista che si rechi presso una banca o altro intermediario finanziario per la richiesta di un prestito o per anticipazione di liquidità, possa essere garantito dallo Stato, tramite questo strumento. "Si tratta di un provvedimento rilevante – ha commentato Armando Zambrano, presidente Cni - finalizzato a favorire l'accesso al credito anche da parte di chi non è strutturato e organizzato sotto forma d'impresa, ma opera viceversa nell'ambito del lavoro autonomo. Per gli ingegneri che esercitano la libera professione si tratta di un'importante opportunità".

Per rendere la vita più facile alle partite Iva, allora, è stata approntata una guida che spiega loro nel dettaglio come comportarsi. Come specificato nel documento, ai professionisti è riservato fino ad un massimo del 5% dell'ammontare del plafond complessivo. E' importante precisare che non è il singolo professionista a dover contattare o attivare una pratica presso il gestore del Fondo. Al momento di una richiesta di finanziamento presso una banca, il professionista dovrà solo indicare di voler usufruire della garanzia del Fondo Pmi. Sarà poi la banca stessa a provvedere ad attivare la procedura.

Il ventaglio di operazioni che è possibile blindare è parecchio ampio: il fondo, infatti, permette ai professionisti iscritti agli ordini di usufruire di apposite garanzie a fronte di finanziamenti richiesti e concessi da istituti bancari, società di leasing o da altre tipologie di intermediari finanziari. Il Fondo, ad esempio, può garantire: operazioni a fronte di un investimento (acquisto di strumenti per l'esercizio della professione); operazioni di liquidità finalizzate al pagamento dei fornitori e del personale; operazioni di consolidamento delle passività a breve termine presso una banca; operazioni di rinegoziazione dei debiti a medio/lungo termine; operazioni di fidejussione connesse alle attività proprie del professionista o del suo studio professionale.

Occorre precisare che il Fondo non garantisce il 100% della somma richiesta, ma una cospicua parte di essa, fino ad un massimo di 2,5 milioni di euro per alcune tipologie di operazioni (come l'anticipo crediti Pa) e fino ad un massimo di 1,5 milioni di euro per altre tipologie di operazioni (come il finanziamento per investimenti). La parte eventualmente eccedente non è garantita dal Fondo. Una volta inoltrata la richiesta direttamente alla banca, in tempi brevi vengono verificati i requisiti di accesso e adottata, da parte dell'ente gestore del Fondo, la delibera con cui si decide l'accoglimento o il respingimento della domanda.


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