Città e Urbanistica

Conto termico, obiettivo semplificare: in arrivo il decreto con le nuove regole

Dario Aquaro

Il Ministro Guidi: «Nelle prossime settimane il via al provvedimento» - La relazione del Gse con il bilancio dello (scarso) utilizzo dello strumento (soprattutto solare termico e biomasse)

Nel campo della produzione di calore da fonti rinnovabili, «per i soggetti che non possono o non intendono accedere alle detrazioni fiscali, sono disponibili specifici incentivi erogati dal Gse (il cosiddetto "Conto Termico"), sui quali sono state elaborate ipotesi di semplificazione e potenziamento già sottoposte a pubblica consultazione». Così ha ricordato il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, durante l'audizione alla commissione Industria del Senato.
Aggiungendo che «nelle prossime settimane vedrà quindi la luce anche il decreto sul nuovo conto termico». Chiusa la consultazione pubblica lanciata dal ministero, definito dal Gse il quadro d'utilizzo nel primo anno e mezzo di vita del portale dedicato all'incentivo, è giunto il momento di rinnovare e cambiar passo.

Il quadro del Gse sul funzionamento (e i risultati) del conto termico
Sostituire gli impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore elettriche o a gas, anche geotermiche, oppure con generatori di calore a biomassa (potenza nominale fino a 1000 kWt). Installare collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling (superficie solare lorda fino a 1000 mq). Sostituire gli scaldacqua elettrici con quelli a pompa di calore. Questi gli interventi a disposizione dei privati, mentre si attende la spinta prevista dalla legge 164/2014 (Sblocca Italia) alla diffusione su larga scala del meccanismo incentivante (insieme a una maggior penetrazione nel comparto riservato alla Pa).
Perché c'è bisogno di dar impulso al meccanismo incentivante? È chiaro come proprio le detrazioni fiscali "concorrenti" - che da più parti si chiede di stabilizzare alle attuali percentuali del 50 e 65% - abbiano frenato l'efficacia del conto energia termico. Ma la risposta più esaustiva è arrivata nei giorni scorsi dalla relazione del Gse sui risultati raggiunti nel periodo compreso tra l'entrata in esercizio dell'applicativo Portaltermico (3 giugno 2013) e il 31 dicembre 2014. Nel complesso sono stati impegnati poco meno di 29 milioni di euro, sui 900 disponibili (700 per i privati e 200 per la Pa). «Gli interventi realizzati, riferiti alle richieste con contratto attivato, sono 7.948: tale numero – si legge nel documento - è superiore al numero delle richieste con contratto attivato (7.720) per la presenza di richieste cosiddette "multi-intervento", con più interventi realizzati contestualmente». In particolare, per le opere con procedura ad accesso diretto (99,5% del totale e che coinvolge soprattutto i privati), al 31 dicembre 2014 sono state inviate al Gse 9.658 richieste, «di cui 9.449 da parte di soggetti privati (97,8% del totale) e 209 da parte di Amministrazioni pubbliche (2,2% del totale)». Delle richieste con contratto attivato (7.720), 7.599 sono di privati (98,4%) e 121 di Amministrazioni pubbliche (1,6%): gli incentivi ad accesso diretto ammontano a circa 23,8 milioni di euro, di cui circa 20,2 milioni di euro concessi ai privati per interventi effettuati al 94% in edifici residenziali.

Semplificare l'accesso per gli interventi più richiesti
Dai dati del Gse emerge chiaramente come gli interventi più frequenti siano relativi a solare termico (in prevalenza nelle regioni del Sud) e generatori a biomasse (in maggior numero al Nord): insieme costituiscono oltre il 93% del totale. Sempre in tema di "peculiarità geografiche", la Sardegna si segnala invece per l'alto numero di opere di sostituzione dell'impianto di riscaldamento con pompe di calore. Gli interventi realizzati dai privati sono per la maggior parte di piccola taglia (potenza termica utile inferiore a 35 kWt o superficie solare lorda inferiore a 50 mq), con incentivo erogato in due anni. Si tratta di numeri indicativi, in base ai quali il ministero si prepara a redigere il decreto di aggiornamento richiamato dallo Sblocca Italia. La consultazione del Mise si è infatti chiusa il 28 febbraio e ora si attendono le modifiche.
Che dovrebbero dunque arrivare entro l'estate, secondo le previsioni degli addetti, corroborate dalle recente affermazioni del ministro Guidi. La parola d'ordine è semplificare. Semplificare soprattutto le procedure delle opere più richieste (solare termico e biomasse), per sfruttare il potenziale dell'incentivo e cavalcando i segnali positivi: «nella seconda metà del 2014 – è scritto nella relazione - si è osservato un aumento delle richieste presentate al Gse e dei contratti attivati, elementi che segnalano un crescente interesse verso lo strumento incentivante». L'impegno di spesa annua cumulata, rapportato alla disponibilità annua di 700 milioni di euro, è ad oggi molto limitato e lascia ampio spazio alle nuove iniziative. La quantità di risorse riservata al conto termico è infatti sufficiente a garantire una significativa evoluzione del meccanismo anche negli anni futuri. «Dopo un primo periodo di rodaggio – conclude il Gse - il conto termico si avvia ad emergere come una valida modalità per il sostegno ad interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per l'incremento dell'efficienza energetica. I numeri sono ancora contenuti, ma già delineano quella che potrà essere la significativa potenzialità futura del meccanismo tenuto conto dei prossimi interventi normativi mirati al potenziamento e alla semplificazione».


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