Gestionale

Sistri, a Cuneo industriali in rivolta: paghiamo per un sistema che non funziona

Giuseppe Latour

Con una lettera indirizzata al presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, gli industriali piemontesi hanno denunicato le distorsioni del sistema costato finora 2,2 milioni

Circa 2,2 milioni di euro di costi, senza che il sistema entrasse mai in funzione. È la testimonianza che arriva da Confindustria Cuneo, proprio mentre il termine per la scadenza del pagamento del tributo annuale obbligatorio 2015 per il Sistri si avvicina. Il presidente dell'associazione territoriale, Franco Biraghi con una lettera al presidente degli industriali Giorgio Squinzi ha ribadito «la richiesta di cancellazione di un sistema di tracciabilità dei rifiuti che non ha mai funzionato né mai funzionerà».

I numeri parlano da soli. Dal 2010, anno di nascita del Sistri, ad oggi le 660 aziende associate a Confindustria Cuneo obbligate ad aderire al sistema hanno pagato 2,2 milioni di euro. Entro giovedì 30 aprile, termine ultimo per versare la quota obbligatoria 2015, queste stesse aziende dovranno pagare altri 200mila euro, che si aggiungono ai 200mila versati a fine marzo per il contributo 2014. E, nei prossimi anni, questo stillicidio di oneri pare destinato a proseguire, senza fermarsi.

«Come abbiamo già avuto modo di ribadire – scrive Franco Biraghi nella sua missiva-, il Sistri resta un sistema completamente inutile, attivo solo sulla carta, i cui costi gravano pesantemente sulle nostre aziende. Confindustria deve evitare questo spreco inutile di denaro, in un momento in cui nessuno può permetterselo». I timori di Confindustria Cuneo vanno ben oltre l'imminente scadenza del pagamento. A fine anno scadrà, infatti, l'appalto per la gestione del Sistri e la prospettiva di un nuovo bando di gara per l'appalto del sistema vede la netta opposizione del numero uno degli industriali cuneesi. «Siamo contrati a progetti sperimentali – scrive ancora -. Le imprese non ci perdonerebbero un nuovo fallimento, né un nuovo sopruso. Questo è il sentimento del mio territorio, che non faccio altro che interpretare». Il timore è che il nuovo bando non risolverà i fortissimi problemi che il Sistri continua ad avere.

Biraghi già nel giugno 2013 aveva fatto ricorso al Tar per chiedere l'abolizione del sistema. Da allora ad oggi «le aziende cuneesi e italiane – dicono ancora dall'associazione - hanno pagato milioni e milioni di euro tra iscrizione, chiavette Usb aggiuntive, formazione addetti, prove di funzionamento, aggiornamento anagrafiche, adeguamento delle linee Internet, aggiornamento hardware e software, senza che il Sistri entrasse mai veramente in funzione».


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