Città e Urbanistica

Delrio: niente tagli ai bonus edilizi, gli incentivi vanno estesi

Giorgio Santilli

Il ministro delle Infrastrutture frena sulle ipotesi di taglio agli sgravi del 50% e del 65% per i «lavori in casa» inseriti nel menù delle 52 voci di taglio alle tax expenditures

«Ho già detto in audizione alla Camera che gli sgravi fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per l'efficientamento energetico hanno dato una spinta alla crescita e hanno contribuito alla tenuta dell'occupazione. Dobbiamo pensare di potenziarli e allargarli con la prossima legge di stabilità, possono essere il perno di una strategia di riqualificazione edilizia ed energetica: questa è la mia posizione. Non ho visto le ipotesi che si starebbero mettendo a punto ma si tratta di ipotesi tecniche cui non hanno partecipato i ministri interessati».

Il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, frena sulle ipotesi di taglio drastico agli sgravi del 50% e del 65% per i «lavori in casa» che sono stati inseriti nel menù delle 52 voci di taglio alle tax expenditures messo a punto dalla task force sulla spending review di Palazzo Chigi e riportato ieri dal Sole 24 Ore.

Delrio sente l'esigenza di intervenire esplicitamente su queste «ipotesi tecniche» di riduzione dei bonus forse proprio perché tre giorni fa aveva dato un messaggio che andava in direzione diametralmente opposta alla Camera . Per altro anche sull'altra agevolazione strettamente connessa ai bonus edilizi, il «bonus mobili», che pure prevede uno sgravio Irpef del 50% per chi acquista mobili, c'è stata nei giorni scorsi una benedizione autorevole come quella del premier Matteo Renzi all'inaugurazione del Salone del Mobile.

Nei prossimi giorni Delrio dovrebbe avere un incontro con il commissario della Presidenza del Consiglio alla spending review, Yoram Gutgeld, per cominciare a valutare le ipotesi tecniche allo studio e sondare eventuali alternative. Ma è l'intero governo che ora dovrebbe cominciare questo lavoro per passare dalle «simulazioni» e dalle «ipotesi tecniche» alle soluzioni da inserire nella legge di stabilità.

Ieri l'esecutivo ha voluto gettare acqua sul fuoco, ribadendo che «nessuna decisione è stata presa» e che per il momento le carte che elencano nel dettaglio le 52 voci di agevolazione fiscale da colpire sono «simulazioni» e «documenti di lavoro». L'esecutivo è intenzionato a prendersi tutto il tempo disponibile per mettere a punto, in vista della legge di stabilità dell'autunno, l'intervento sulle tax expenditures previsto nel Def.

Tra i temi più delicati, oltre al bonus edilizio, ci sono le detrazioni per spese mediche e per le badanti che i tecnici vorrebbero legare al reddito complessivo dei contribuenti (due soglie allo studio a 75mila e 95mila euro oltre cui si perderebbe ogni diritto al beneficio fiscale).
In questo modo l'intervento sulle tax expenditures non si tradurrebbe in un "taglio lineare" delle agevolazioni fiscali su tutti i contribuenti ma colpirebbe in misura più pesante quelli con redditi più alti.


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