Città e Urbanistica

Renzi ai Saloni di Milano: il bonus mobili sarà confermato per altri cinque anni

Laura Cavestri

Il premier all’inaugurazione della Fiera: «Il governo è pronto a confermare e, se possibile, estendere gli interventi»

Il bonus mobili si prepara a diventare una misura strutturale su un arco di 5 anni.
«Il governo è pronto a confermare e, se possibile, estendere gli interventi, già inseriti nell'ultima legge di stabilità, che riguardano il settore del legno-arredo».

Con queste parole, in 40 minuti di applausi, sorrisi, strette di mano e immancabili selfie – dopo aver incontrato privatamente i carabinieri Mario Nufris e Luciano Madau, che hanno arrestato a Vimercate Claudio Giardiello, il reponsabile della strage al tribunale di Milano – il premier Matteo Renzi ha “tagliato” virtualmente il nastro della 54° edizione del Salone del Mobile di Milano. Giocando la carta della misura che più sta a cuore agli imprenditori del legno-arredo. Ovvero, quella del bonus – detrazione fiscale per l'acquisto di mobili nell'ambito di una ristrutturazione edilizia – che , secondo l'Agenzia delle entrate, in base alle dichiarazioni 2014, ha prodotto, da giugno a dicembre 2013, un surplus di spesa di 836 milioni di euro.

Quella annunciata da Renzi, però, non sarebbe una semplice proroga al 2016, ma una stabilizzazione a tempo determinato, almeno sino al 2020. È quanto starebbe studiando l'Esecutivo, che sarebbe interessato anche all'ipotesi di sganciare la concessione del bonus dalle ristrutturazioni, ma solo per le giovani coppie sotto un determinato livello di reddito e con “paletti” da studiare e da verificare.

Se entrambe le misure dovessero andare davvero in porto con la prossima legge di stabilità, gli operatori del settore vedrebbero realizzate almeno 2 delle 3 richieste messe nero su bianco dallo stesso presidente di FederlegnoArredo e (da quest'anno) anche del Salone del mobile, Roberto Snaidero: «Stabilizzare il bonus mobili, magari per cinque anni – ha ricordato ieri lo stesso Snaidero – dare ai cittadini che lo richiedono la possibilità di modulare il bonus tra arredo e ristrutturazione rimanendo entro il plafond complessivo di 106mila euro, cioè eliminando il tetto dei 10mila euro per i mobili e sganciare la concessione del bonus alle giovani coppie dalla ristrutturazione».

«C'è chi pensa – ha aggiunto ancora Renzi – che il Salone del Mobile di Milano sia “roba da fighetti”. Non è così. Per me è un pezzo dell'economia italiana di oggi e di domani». Questa storia, ha proseguito, «che l'Italia non ha più le carte in regola per affrontare il mercato nel mondo globalizzato – ha aggiunto il premier – è una boiata pazzesca. I dati di export mostrano come il legno-arredo sia uno dei settori che più ha saputo cogliere le opportunità dalla crisi. Il mondo chiede più “Made in Italy”, così come cultura più ingegneria, cioè design. Venire qua – ha concluso Renzi – significa venire in un luogo che tiene insieme tradizione e futuro».

E proprio sull'export, in mattinata, ha posto l'accento il vice ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda. «Il Governo quest'anno – ha affermato Calenda – sosterrà la filiera dell'arredamento con circa 7 milioni di euro per l'attivita' di internazionalizzazione, importo che è 2,5 volte quello dello scorso anno». In particolare, si tratta di 6,8 milionidi euro che saranno ripartiti in questo modo: «circa 3,5 milioni serviranno al potenziamento di eventi, attività di incoming e promozione – ha sottolineato Calenda – sia per il Salone del Mobile che per Made Expo. Poco meno della metà, circa 3,3 milioni saranno investiti per sostenere l'internazionalizzazione del settore verso due mercati principali: la Cina e gli Stati Uniti, che ci aiutano a recuperare quello che perdiamo in Russia» Mercato in cui l'arredo, ha ricordato Calenda, ha lasciato, nel 2014, -11% di export a causa della crisi economica e delle sanzioni conseguenti all etensioni geopolitiche, «mentre gli Usa sono cresciuti del 12,5%». Questi ultimi, ha aggiunto, «sono un mercato un po' più grande, assorbono circa un centinaio di milioni di euro in più rispetto alla Russia, ma dove ancora rimaniamo molto al di sotto del potenziale». Altro fronte è la Cina, «dove le nostre esportazioni crescono enormemente, perchè +23% è tantissimo – ha concluso Calenda – ma è un nulla rispetto a quello che si puo' fare in considerazione del boom edilizio che la Cina ha avuto e che continua ad avere e considerando che va verso uno stile di consumo più sofisticato».


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