Gestionale

Architetti, le professionalità al femminile vanno in rete con Aequale

Al. Le.

Studio Cresme: il 41% è donna ma gli uomini guadagnano il 22% in più. Negli ultimi 15 anni le iscritte all'albo sono cresciute del 141%

Fare rete per rappresentare le pari opportunità nel campo professionale. A Roma, presso la sede del Consiglio nazionale architetti Ppc è stato presentato venerdì 6 marzo Aequale, il primo strumento ordinistico nazionale per la sensibilizzazione dei contenuti sulle professionalità al femminile.
L'obiettivo è quello di divulgare informazioni dettagliate sull'attuale normativa e sulle tematiche del lavoro utili per il superamento di ostacoli che rendono difficoltoso lo svolgimento della professione per alcune categorie di iscritti, a partire dai giovani.

«Una prima sezione - ha spiegato Lisa Borinato, consigliere delegato alle Pari Opportunità del Consiglio Nazionale - è dedicata alla raccolta di tutte le normative di riferimento in materia di pari opportunità legate al genere, dalle fonti europee a quelle nazionali, e si pone l'obiettivo di incrementare la consapevolezza sulle leggi esistenti in materia; in uno specifico box saranno, via via, presenti tutti i concorsi che si rivolgono alle professioniste, così come la segnalazione di incentivi e finanziamenti per attività professionali e start up, dalle risorse europee della nuova programmazione ai fondi di garanzia istituiti dal Dipartimento Pari opportunità della presidenza del Consiglio».

Durante il convegno di Roma è stato presentato uno studio del Cresme dove emerge che dei 152mila architetti italiani, quasi il 41% (circa 62mila), è donna, quasi il 10% in più rispetto alla situazione del 1998. Negli ultimi 15 anni le donne architetto iscritte all'albo sono cresciute del 141%, vale a dire ben 36mila iscritti in più. Ma negli ultimi 6 anni, il guadagno mensile netto dei giovani laureati in architettura dopo 5 anni dal conseguimento del titolo di secondo livello è stato, mediamente, del 22% superiore per i maschi: nel 2013, circa 1.300 euro contro 1.070.

Una differenza, per quanto riguarda il reddito, che con il passare degli anni di attività tende anche ad accentuarsi: secondo la Cassa previdenziale si attestava, nel 2012, al 64% in favore degli uomini. E le medie calcolate sul campione Consiglio Nazionale Architetti/Cresme del 2014 confermano questi risultati, con il reddito medio annuo che per i maschi è superiore del 60% rispetto a quello femminile. C'è da dire che negli ultimi anni questa differenza si è ridotta considerevolmente, dall'85% nel 2000 a circa il 60% di oggi. Un dato sicuramente positivo, ma la differenza rimane in una sproporzione assolutamente non più accettabile.

Tanto più che nei prossimi anni la quota femminile in seno alla professione è destinata a crescere ancora, se non altro per una questione di carattere puramente anagrafico. Tra le donne, infatti, la percentuale di iscritti con meno di quarant'anni è pari al 43%, mentre tra i maschi si ferma al 25%. Di contro, gli ultracinquantenni sono il 41% tra gli architetti maschi e appena il 20% tra le donne.


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