Gestionale

Sistri rinviato, ma resta l'obbligo di versamenti: ecco chi deve pagare

Giuseppe Latour

Per il 2015 contributi dovuti da parte delle imprese con più di dieci dipendenti nonostante il posticipo contenuto nel Milleproroghe - Le associazioni chiedono chiarimenti al Governo

Scoppia la grana del contributo Sistri. Il decreto Milleproroghe (Dl n. 192/2014), infatti, ha rinviato l'entrata in vigore del sistema di tracciabilità dei rifiuti, ma ha lasciato invariati gli obblighi delle imprese sul fronte dei versamenti per il 2015. Chi produce rifiuti pericolosi e ha più di dieci dipendenti, allora, sarà costretto a pagare, anche se il sistema sembra avviato a diventare pienamente operativo tra molto tempo.

La polemica è stata innescata, tra gli altri, da Anita e Fai Conftrasporto, due sigle che riuniscono le imprese del settore dell'autotrasporto: "L'ultimo rinvio normativo in materia di Sistri, realizza una incongruenza legislativa, l'ennesimo pasticcio all'italiana che penalizza fortemente i vettori specializzati nel trasporto di rifiuti pericolosi". Il Milleproroghe di fine 2014, infatti, ha istituito un doppio binario. Da un lato ci sono tutti gli obblighi relativi al sistema di tracciabilità dei rifiuti, per i quali è stato concesso l'allungamento fino al 31 dicembre 2015 della moratoria delle relative sanzioni. Questo significa che i registri di carico e scarico e i formulari di accompagnamento dei rifiuti trasportati dovranno essere tenuti sia nella classica versione cartacea che in formato elettronico fino al 2016.

Destino diverso per le sanzioni relative alla mancata iscrizione e all'omesso pagamento del contributo annuale: queste si applicheranno a partire dal primo febbraio del 2015. Insomma, le imprese denunciano un'incongruenza: da un lato c'è l'esigenza di "far scattare le sanzioni solo quando il sistema di tracciabilità fosse divenuto efficiente e funzionale". Dall'altro si continuano a chiedere soldi come contributo per tenere in piedi un sistema solo virtuale.
E non si tratta di poche imprese. Il perimetro esatto dei soggetti obbligati a versare il contributo viene definito dal Dl n. 126/2014. Le imprese sotto i dieci dipendenti, anzitutto, non dovranno versare nemmeno un euro. Tutte le altre, se producono o trasportano rifiuti pericolosi, dovranno versare l'obolo. Dopo avere effettuato i pagamenti, gli operatori dovranno comunicare al Sistri i loro estremi, tramite l'area "gestione aziende" presente sul portale. In edilizia, in concreto, saranno obbligati coloro che effettuano il trasporto in proprio, oltre alle imprese che producono sostanze come le miscele bituminose, i materiali impregnati di olio e catrame, l'amianto, i policlorobifenili (Pcb) usati per pavimentazioni, condensatori e sigillanti.
La partita, allora, sarà giocata nel Milleproroghe. Le associazioni, infatti, hanno già scritto ai ministri di Ambiente e Infrastrutture, Galletti e Lupi chiedendo di intervenire nella fase di approvazione e conversione del decreto legge 192/2014 per riallineare la decorrenza di entrambe le sanzioni alla data del primo gennaio 2016, data entro la quale il Sistri dovrebbe essere semplificato, reso funzionante e funzionale. In caso contrario, bisognerà pagare.


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