Gestionale

La ricetta dei geometri: perizie sugli immobili e revisione degli estimi catastali

Giuseppe Latour

Al convegno del Consiglio nazionale sono stati approfonditi i temi che potrebbero portare importanti novità per le partite Iva

Perizie sulla situazione urbanistica degli immobili nelle compravendite, per superare il semplice esame formale. E verifiche dirette su due milioni di immobili a destinazione speciale, per la revisione degli estimi catastali. Si tratta di due nuove strade che si stanno per aprire ai professionisti, secondo quanto è emerso nel corso di un convegno organizzato giovedì mattina a Roma dal Consiglio nazionale dei geometri. In entrambi i casi le ricadute per le partite Iva nei prossimi anni potrebbero essere importanti.

Il primo tassello è un protocollo d'intesa appena siglato tra il presidente del Consiglio nazionale del notariato, Maurizio D'Errico e il presidente del Consiglio nazionale dei geometri, Maurizio Savoncelli. L'obiettivo è avviare una collaborazione tra le due categorie "volta a rendere gli atti dei trasferimenti immobiliari in linea con i più elevati standard di sicurezza anche sotto il profilo urbanistico ed edilizio".

Nella sostanza, si tratta di un'importante opportunità lavorativa per i tecnici, perché l'accordo prevede la diffusione nei trasferimenti immobiliari di una perizia tecnica facoltativa, redatta dal geometra, nella quale risulti la conformità catastale allo stato di fatto e l'esame edilizio e urbanistico. Oggi, infatti, al momento dell'acquisto il notaio è in grado di assicurare un trasferimento assolutamente sicuro sotto il profilo della commerciabilità dei beni immobili ma, sul fronte urbanistico, compie una verifica basata solo sui documenti. Grazie alla perizia tecnica, che sarà facoltativa e potrà essere redatta su incarico del venditore, sarà garantita altrettanta sicurezza anche sotto il profilo dell'esame tecnico sulla regolarità edilizia e sulla agibilità. "Il nostro obiettivo – spiega D'Errico – è avvicinarci a un livello di contenzioso pari a zero".

Una seconda novità importante, invece, è stata resa nota dal vicedirettore dell'Agenzia delle Entrate, Gabriella Alemanno nel corso del convegno organizzato dai geometri. "Per la revisione degli estimi catastali degli immobili ordinari ci saranno delle funzioni statistiche che ci consentiranno di lavorare", spiega. Ben diversa la situazione degli immobili speciali, che non rientrano nelle categorie normali e che sono difficili da incasellare in definizioni standard. "Per questi edifici, che in termini di rendita costituiscono una grande realtà nel nostro paese, ci sarà un grande coinvolgimento diretto dei professionisti, in primo luogo dei geometri, sulle stime dirette".

L'Agenzia delle Entrate, cioè, non ha le risorse per andare a verificare sul campo, con il suo personale, circa due milioni di immobili e dovrà appoggiarsi all'esterno, con modalità ancora da definire. "Un sopralluogo tecnico – conclude Alemanno - permetterà di capire se abbiamo a che fare con un opificio, un capannone, una realtà industriale diversa". Una partita decisiva soprattutto per le imprese. Basti ricordare il problema degli imbullonati, macchinari che, per il solo fatto di essere ancorati al terreno, vengono equiparati a un immobile.


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