Gestionale

Casini (Unicmi): Al capolinea i bonus per ristrutturazioni e risparmio energetico

Giuseppe Latour

Il nuovo presidente dell'Unione delle industrie delle costruzioni metalliche: Noi continueremo a dedicare risorse per difendere l'incentivazione fiscale di questi interventi

Le detrazioni fiscali su ristrutturazioni e risparmio energetico si stanno avviando verso il capolinea, almeno per come le abbiamo conosciute finora. Mentre va ancora seriamente lanciata la stagione degli sconti sull'antisismica. Riccardo Casini, nuovo presidente di Unicmi, nel corso dell'assemblea generale della sua associazione ha approfittato per fare il punto su uno dei tasselli più strategici dell'attività delle aziende del settore dell'acciaio, dei serramenti e dell'involucro edilizio: i bonus del 50 e del 65% che si avviano, ormai, a cambiare pelle.
Parlando delle detrazioni fiscali, Casini ha esordito: «Voglio essere franco e cercare di non venderci fumo. I segnali che provengono da Governo e Parlamento ci fanno ritenere che la storia di questi bonus, avviati nel 2007, dopo nove anni di applicazione sia giunta vicino al capolinea».

Questo non significa che moriranno dopo il 2015. «Naturalmente noi continueremo a dedicare energia e risorse per difendere l'incentivazione fiscale di questi interventi, ma non possiamo non prendere in considerazione che la stagione dei bonus fiscali si possa avviare al termine». Anche se potrebbe partire una nuova fase che privilegi anche altre caratteristiche dei prodotti: «Ci faremo promotori di iniziative e proposte che superino il solo parametro del risparmio energetico come elemento premiale e che puntino su tutti gli skill qualitativi dei nostri prodotti, dal comfort all'acustica fino alla resistenza meccanica».

A parte va trattato, invece, il tema degli incentivi per l'antisismica: non a caso, la commissione Ambiente della Camera sta provando a rilanciarli all'interno della legge di stabilità 2015. «La messa in sicurezza dei nostri edifici dal rischio sismico è una scommessa che deve ancora operativamente iniziare – ha detto Casini -. Unicmi, in collaborazione con Isi, Ingegneria sismica italiana oltre a essere al tavolo tecnico del ministero che sta scrivendo i decreti attuativi in merito, ha scritto al ministro Maurizio Lupi e al presidente Ermete Realacci, sottolineando come allo stato attuale, i bonus sismica non abbiano ancora portato alcun beneficio concreto». Servono regole che mettano a posto alcuni tasselli. «Abbiamo chiesto circolari applicative che sblocchino l'operatività e uno spazio temporale di almeno cinque anni di applicazione».
Infine, c'è il tema della riforma del Codice appalti, in rampa di lancio al Senato. Alcuni temi sono generali, come la semplificazione delle procedure o la riduzione delle stazioni appaltanti. "E' un caposaldo irrinunciabile di qualsiasi ulteriore ragionamento sull'argomento. Oggi in Italia le strutture sono più di 35mila, il Governo ha dichiarato che vuole arrivare a 35. Noi firmiamo per 350. Ma soprattutto firmiamo per stazioni appaltanti in grado di gestire professionalmente ogni fase della gara". Mentre altri riguardano nello specifico il settore. "Va considerato che in una prospettiva di sistema quale quella che stiamo delineando, diventa più plausibile anche un sistema di maggiori garanzie sul piano contrattuale, che include anche il pagamento diretto dei subappaltatori".


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