Città e Urbanistica

Riqualificazione energetica, preventivi porta a porta pagati con fondi europei

Alessandro Arona

Esperienza pilota realizzata dalla Provincia di Pesaro: 24 progettisti (disoccupati) formati con fondi Fse sono andati a casa di 120 famiglie per un check up energetico completo (e gratuito)

Nell'ultimo report Enea solo il 3% degli interventi di risparmio energetico negli edifici che beneficiano delle detrazioni del 55-65% riquardano le strutture opache verticali e orizzontale (coibentazioni e cappotti termici), e cioè quelli che avrebbero un maggiore effetto sulla riduzione dei consumi, mentre il 64% degli interventi riguarda gli infissi, il 21% le caldaie a condensazione, il 9% il solare termico, il 3% le pompe di calore.
E' vero che in termini di spesa gli interventi su pareti e tetti, insieme a quelli di riqualificazione complessiva degli edifici, rappresentano il 13% del totale, ma si tratta comunque di una minoranza degli interventi, e l'Enea sottolinea che entrambi i gruppi di interventi sono in contrazione.

Da anni si dice che gli interventi sull'involucro andrebbero incentivati maggiormente - lo aveva previsto tra l'altro senza poi effetti una norma del Dl Fare 69/2013 - e che bisgnerebbe fare qualcosa per sensibilizzare la committenza (famiglie e condomini) in direzione della riqualificazione edilizia dei vecchi edifici, piuttosto che solo cambiare le finestre e le caldaie.

Proprio in questa seconda direzione è andata l'esperienza davvero unica nel panorama nazionale condotta nella primavera estata scorsa (2014) dalla Provincia di Pesaro, e raccontata al Saie nei giorni scorsi dal sindaco di Pesaro, Matteo Ricci (in carica dal 25 maggio), che l'ha condotta come presidente della Provincia alla fine del suo mandato.

«La riqualificazione energetica complessiva degli edifici - sostiene Ricci - non parte perché la gente non sa quanto consuma la propria casa, non sa quanto dovrebbe spendere per farla consumare di meno, non sa quanto gli sconti fiscali potrebbero aiutarlo nella spesa, non conosce i benefici in termini di minore spesa energetica. Per questo con la nostra iniziativa, finanziata con i fondi europei per la formazione, abbiamo offerto gratuitamente a 120 famiglie pesaresi la possibilità di avere un check up energetico completo delle loro abitazioni».

«Se vogliamo rilanciare l'edilizia e anche ridurre i consumi - sostiene Ricci, che oltre a sindaco di Pesaro è ora vice-presidente nazionale del Pd - dobbiamo investire molto di più sui committenti di piccoli cantieri. Deve diventare una strategia nazionale».

Ma vediamo più in dettaglio come ha funzionato questa iniziativa.
Il corso di formazione è stato organizzato dalla Provincia di Pesaro (proprio «da un'idea» dell'allora presidente Matteo Ricci, spiegava un comunicato) con la collaborazione del Centro per l'impiego e con la direzione scientifica dell'Istituto nazionale di Bioarchitettura (Inbar) di Pesaro-Urbino (architetto Michele Pietropaolo, e ingegneri Dino Arteconi e Paolo Moretti). E finanziato con i fondi Fse (fondo sociale europeo) per la formazione. L'oggetto del corso era «la formazione di una figura professionale specializzata nelle tecniche di valutazione di diagnosi energetica/ambientale (Green Energy Audit) degli edifici, riferita al settore residenziale».

Al corso potevano partecipare solo professionisti disoccupati: hanno partecipato 24 tra ingegneri, architetti, geometri e termotecnici). Grazie ai fondi Fse sono stati anche acquistati 25mila euro di strumentazioni diagnostiche (termocamere a infrarossi, termo flussimetro, misuratori di temperatura e umidità dell'aria, Co2, campi elettromagnetici, formaldeide), materiale che è poi rimasto alla Provincia.

La prima parte del corso è stata in aula, per trasmettere ai 24 progettisti competenze specifiche al fine della misurazione e individuazione dello "stato di salute energetica" di edifici residenziali.

Ma l'aspetto più innovativo dell'iniziativa (una sintesi - le slides ) è che la seconda parte del corso si è svolta nelle case di 120 famiglie della zona di Pesaro. La Provincia ha offerto con un avviso la possibilità di avvalersi dello staff dei 24 tecnici (divisi in sei gruppi di lavoro), "freschi di formazione", per sopralluoghi gratuiti ai fini di effettuare un check up energetico completo sull'unità immobiliare («Erano villette o singoli appartamenti, c'era un po' di tutto», spiega l'architetto Pietropaolo).

«Non è stato semplice - racconta Matteo Ricci - ottenere i fondi Fse, perché ci dicevano che la formazione deve essere in aula o nei luoghi di lavoro: ci abbiamo messo un po', ma poi li abbiamo convinti che per un tecnico dell'edilizia le case SONO un luogo di lavoro».

«In pochi giorni - prosegue Ricci - le domande delle famiglie hanno esaurito i posti disponibili».

Così l'allora presidente della Provincia di Pesaro-Urbino aveva presentato l'iniziativa: «L'idea di base – spiegava Ricci – è stata quella di formare figure professionali in grado di trovare facilmente lavoro in flussi nuovi dell'economia. Nonostante l'edilizia sia un settore ancora difficoltà, ci sono opportunità economiche legate alle ristrutturazioni e all'efficienza energetica delle abitazioni. Per questo, abbiamo voluto offrire a 100 famiglie la possibilità di avere un check up gratuito delle loro case, con strumentazioni all'avanguardia, consentendo al tempo stesso ai corsisti, accompagnati dai docenti esperti in materia, di mettere subito in pratica quanto imparato in aula. Anche il sistema economico avrà dei benefici, perché alcune di queste famiglie potrebbe decidere di approfittare degli incentivi fiscali per migliorare lo stato di salute della loro casa».

«I report finali - spiega Pierantoni - sono stati inviati alle famiglie a settembre, per cui ancora non sappiamo se qualcuno ha deciso di fare lavori di riqualificazione».

Nei report, oltre alle rilevazioni e ai dati sulle prestazioni energetiche dell'edificio, in rapporto anche ai consumi medi per le stesse tipologie di edificio, erano contenuti anche suggerimenti su quali soluzioni e interventi realizzare, con quali spese, con quali incentivi statali utilizzabili, con quale risparmio di consumi conseguibile e dunque in quanti anni sarebbe stato possibile ammortizzare la spesa.

«Sono pochissime le famiglie - sostiene Ricci - che si rendono conto di quanta energia sprecano nelle loro case. E' importante per questo fare questi report, ed è anche importante che lo faccia un ente pubblico, senza interessi, senza il doppio fine di venderti qualche prodotto o servizio».


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