Gestionale

Risparmio energetico, gli sconti fiscali valgono il 2% del Pil

Giorgio Santilli

Nel 2013 realizzati interventi per 27,5 miliardi di euro (+40%), per il 2014 il Cresme stimata un'altra crescita a 33 miliardi

I lavori in casa incentivati dai bonus fiscali Irpef del 65% e del 50% valgono ormai il due per cento del Pil e potrebbero trascinare il settore edile fuori della crisi nel 2014: la stima che fa il Cresme nell'aggiornamento di un rapporto per il servizio studi della Camera dei deputati - su dati dell'Agenzia delle entrate - è infatti di 33 miliardi di investimenti agevolati da parte delle famiglie per il 2014, dopo aver raggiunto il record assoluto di 27,5 miliardi di euro di spesa nel 2013 (+40% sul 2012). Questa cifra è composta per 23.535 milioni dagli investimenti in ristrutturazioni semplici (con sgravio al 50%) e per 4.042 milioni da investimenti per la riqualificazione energetica.

Negli ultimi due anni, quindi, la crescita è stata clamorosa, confermata dal numero di domande 2013 che ha superato la barriera del milione e 600mila. Erano state poco meno di un milione e 150mila nel 2012. Per l'anno scorso, queste cifre ammontano a uno sgravio complessivo di 14 miliardi: spalmato in dieci anni significa un importo annuo di benefici fiscali ai cittadini di 1,4 miliardi, mentre l'introito Iva per le casse dello Stato è stato complessivamente di 2,6 miliardi di euro. Un "affare" che ancora conviene allo Stato e che renderebbe problematico invece per il Tesoro mettere fine a questo meccanismo nell'anno corrente.

L'utilizzo dei bonus è ormai un fenomeno di massa, trainato dai livelli delle agevolazioni, mai così alti grazie al «decreto del fare» (Dl 63/2013) e alla legge di stabilità 2014: due provvedimenti del governo Letta che hanno messo il turbo agli investimenti delle famiglie e hanno pure allargato gli sgravi 50% all'acquisto di mobili ed elettrodomestici e quelli 65% alla prevenzione antisismica.

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Una politica della crescita che contribuisce all'innalzamento del prodotto interno lordo come forse nessuna altra misura di politica economica varata negli ultimi anni. Tutto questo finirà il 1° gennaio, quando le due agevolazioni saranno ridotte dal 65 al 50% e dal 50 al 40%.
Il profilo di lungo periodo dà conto di questa accelerazione recente, ma anche di una storia di successo. Le domande presentate dai cittadini dal 1998 - anno in cui lo strumento fiscale entrò in vigore, inventato dal governo Prodi 1 con Vincenzo Visco alle Finanze - al 2013 sono 9.400.489.

Già superata quindi anche la barriera dei 10 milioni di richieste. Nei numeri del rapporto Camera dei deputati-Cresme c'è anche un capitolo dedicato all'occupazione diretta e indiretta generata dagli incentivi che però si ferma al 2011. Secondo il Cresme nel 2011 sono stati generati 176mila occupati diretti e 264mila occupati totali, mentre dal 1998 al 2011 i posti di lavoro diretti stimati dal Cresme ammontano a un milione e 73mila.
Un'altra lettura del Rapporto riguarda la spinta data dagli sgravi al mercato del recupero abitativo che è l'unico che va a gonfie vele nella grande crisi (pubblica e privata) del settore edile. La quota degli investimenti agevolati sul totale del mercato del recupero abitativo ha oscillato fra il 10 e il 20% fino al 2006 per poi superare la barriera del 20% con la creazione del bonus sul risparmio energetico, più incentivante di quello semplice. Ma il vero salto si è fatto negli ultimi tre anni: nel 2010 si è superata la quota del 30%, nel 2011 ci si è avvicinati al 40%, nel 2013 ci si è attestati intorno al 60% (27 miliardi incentivati su un totale di recupero residenziale stimato dal Cresme a 46,3 miliardi).

La leva fiscale sta trainando l'unico mercato davvero brillante dell'edilizia. E potrebbe portare il settore fuori della crisi dopo sette anni di segno negativo: nell'ultima edizione del Rapporto il Cresme aggiorna le proprie previsioni per l'intero settore, trasformando il segno negativo (-0,6%) attribuito all'anno 2014 nel novembre 2013 in un segno positivo (+0,1%). Proprio gli incentivi al recupero sono la leva per l'uscita dalla crisi: gli investimenti in rinnovo residenziale crescono del 6,5%, quelli complessivi del rinnovo edilizio del 3,9%.


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