Gestionale

Ecomafie: nel 2013 fatturato da 1,7 miliardi per l'abusivismo, calano i reati nel ciclo del cemento

Alessia Tripodi

Presentato il Rapporto 2014: business da 15 miliardi di euro. Realacci: subito ok a legge su reati ambientali». Il ministro Galletti: «Sul Sistri andiamo avanti»

Oltre 80 reati al giorno, più di 30mila infrazioni rilevate solo nel 2013, e un fatturato trascinato in basso dalla crisi ma che resta comunque altissimo, sfiorando i 15 miliardi nel 2013 (contro i 16,7 dell'anno precedente). Sono i numeri contenuti nel rapporto Ecomafia 2014, il dossier di Legambiente che ogni anno fotografa la situazione della criminalità ambientale nel nostro Paese. Secondo i dati, nel 2013 il 15% dei reati ha riguardato il ciclo del cemento e il 15% quello dei rifiuti e, nonostante il calo della spesa pubblica abbia di fatto diminuito le occasioni di guadagno per le cosche, i numeri del business sono sempre significativi: il fatturato dell'abusivismo edilizio resta stabile a 1,7 miliardi e quello dei rifiuti speciali a 3,1 miliardi di euro. Sul fronte del cemento calano i reati (5.511 nel 2013, -12,7% rispetto al 2012), le denunce (7.155 nel 2013) e i sequestri (1.566), mentre salgono gli arresti (21 nel 2013). Il 44% delle infrazioni, dice Legambiente, avviene nelle regioni a «tradizionale» presenza mafiosa: Campania in testa (Napoli la provincia più colpita) seguita da Puglia, Calabria, Lazio, Sicilia e Toscana. Quadro simile per i reati legati al ciclo dei rifiuti, che si concentrano in Campania, Puglia. Calabria e Lombardia.

"La battaglia contro le ecomafie,l'illegalità e la corruzione è essenziale anche per la nostra economia - ha detto il presidente della commissione Ambiente alla Camera, Ermete Realacci - e per questo è urgente approvare la legge che introduce i reati ambientali nel nostro codice penale passata già alla Camera e ora all'esame del Senato ed è necessario inoltre applicare integralmente tutte le misure previste nel decreto 136 sulla Terra dei Fuochi e l'Ilva» . Un appello sostenuto anche dal presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, - «reati ambientali e corruzione - ha detto - sono strettamente connessi» - e raccolto dal ministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti, che, intervenendo alla presentazione dei dati, ha dato la disponibilità del suo ministero ad approvare il ddl sugli ecoreati «arrivando alla compilazione di un vero e proprio codice ambientale». Galletti ha aggiunto che «è necessario approvare al più presto la legge sul consumo di suolo» e ha assicurato che «sull'applicazione del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti, andremo avanti, perchè è un grande strumento contro le ecomafie».


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