Gestionale

Dalla riqualificazione dei vecchi edifici possibili risparmi energetici del 30%

Giuseppe Latour

Una ricerca di «Amici della Terra»: con la riqualificazione energetica del 4,5% all'anno (per 7 ani) degli edifici ante-1991 è possibile raggiungere il 30% di risparmio nei consumi - Rafforzare gli incentivi

Incentivare la riqualificazione degli edifici realizzati prima del 1991, con una serie di interventi. Dalla modifica dei regolamenti comunali alla revisione delle detrazioni fiscali, passando per l'aumento dei controlli. E' questa la proposta che arriva dal dibattito organizzato dall'associazione Amici della Terra, tenutosi martedì mattina a Roma per fare il punto sull'emanazione del Piano nazionale per l'efficienza energetica 2014-2020. In questo modo, sarebbe possibile ottenere un risparmio nel settore residenziale pari a circa il 30 per cento. L'edilizia, infatti, dovrà essere uno dei settori chiave del piano, insieme all'industria e ai trasporti.

La stima viene fatta ipotizzando ogni anno, dal 2014 al 2020, interventi sul 4,5% degli edifici costruiti prima del 1991. Il risparmio che è possibile ottenere è pari a 8,7 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) su un consumo totale dell'edilizia residenziale in Italia pari a 31,67 Mtep: un beneficio di poco inferiore al 30 per cento. Per raggiungerlo viene ipotizzato un mix di azioni. Anzitutto, occorre mettere a regime le detrazioni fiscali del 55% almeno fino al 2030, rendendole ancora più convenienti: la ripartizione delle rate annuali andrebbe fatta su un periodo più breve degli attuali dieci anni. Poi, bisogna potenziare le schede standardizzate: si tratta di schede che permettono di effettuare in maniera semplificata le valutazioni sul livello di efficienza energetica ottenuto con gli interventi di riqualificazione, accedendo ai certificati bianchi. Si tratta di uno strumento che "ha dimostrato di avere un minore costo rispetto ai sistemi di incentivazione diretta".

Poi c'è la questione dei Comuni: bisogna "impegnare le amministrazioni a emanare regolamenti edilizi che favoriscano gli interventi di miglioramento dell'efficienza degli edifici". Dando anche maggiore spazio a fondi e meccanismi che rendano più semplice l'accesso al credito. Infine, servono controlli, "al fine di garantire l'effettiva qualità degli interventi edilizi".
L'elaborazione del piano, secondo l'associazione, dovrà essere legata soprattutto all'attuale congiuntura. In base ai dati del 2013, gli obiettivi per il 2020 delle politiche energetiche e ambientali sono già stati in larga parte raggiunti. Ma questo dipende, in molti casi, dalla crisi. Guardando alla riduzione delle emissioni di gas serra, ad esempio, nel periodo che va dal 2008 al 2012 il 46,3% del miglioramento può essere attribuito agli effetti congiunturali e solo il 31% al miglioramento dell'efficienza intesa in senso stretto. Quindi bisogna proseguire l'azione di efficientamento, partendo da alcuni settori strategici: oltre ai trasporti e all'industria, proprio l'edilizia residenziale ha il maggiore potenziale di riduzione di consumi.


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