Gestionale

Frigoristi, giallo sugli oneri di certificazione: Cna impianti chiede chiarimenti al Governo

Giuseppe Latour

Sotto esame i contenuti di una circolare Accredia che prevede il pagamento - da parte delle imprese - dei costi per il trasferimento del patentino da un ente certificatore all'altro

Ancora discussioni sul patentino del frigorista. Cna impianti ha appena inviato al ministero dell'Ambiente una lettera nella quale chiede chiarimenti. Sotto esame sono finiti i contenuti di una circolare Accredia nella quale vengono previsti, a carico dell'impresa, oneri nel caso di trasferimento della sua certificazione da un ente all'altro. Questi oneri, però, andrebbero versati anche se il contratto e il tariffario originario non li hanno previsti. Così sarebbe opportuno un intervento del Governo per evitare interpretazioni troppo penalizzanti a danno delle aziende.

Tutto parte da una circolare di Accredia (n. 8 del 31 marzo 2014), nella quale l'ente di accreditamento ha previsto, per la persona che vuole trasferire la propria certificazione di frigorista da un ente all'altro, il pagamento di non meglio precisati oneri per il trasferimento della pratica. I tecnici di Cna impianti hanno immediatamente messo la questione sotto analisi. «Se tale onere fosse stato già previsto nel contratto che la persona sottoscrive con un ente per ottenere la certificazione non vi sarebbe nulla da obiettare; si tratterebbe di un rapporto commerciale tra due soggetti regolato da un contratto che ciascuno dei due contraenti è libero di siglare o meno». Insomma, se il pagamento è stato oggetto di una contrattazione informata tra le parti, non c'è niente da dire.
Nessuna obiezione anche quando nella citata circolare si afferma che «l'organismo di certificazione che non abbia già provveduto in precedenza dovrà comunicare i costi per la pratica di trasferimento in occasione della prima sorveglianza annuale successiva alla pubblicazione di questa circolare; la persona che dovesse confermare il mantenimento accetterà contestualmente anche la clausola per l'eventuale trasferimento negli anni successivi». Quindi, l'ente che modifica le proprie condizioni contrattuali deve sottoporle all'approvazione del suo cliente.

Il punto che non piace a Cna è, però, un altro. In particolare, quello in cui Accredia spiega che «per le persone che non avessero preventivamente accettato la clausola e che vogliono trasferire il certificato già al primo mantenimento, gli oneri per il trasferimento saranno oggetto di specifica offerta, con l'importo previsto a tariffario». In pratica, ad una prima lettura sembra quasi che venga imposto al cliente un onere non previsto dal contratto e dal tariffario che ogni organismo di certificazione aveva l'obbligo di inviare al ministero dell'Ambiente per l'approvazione prevista dal Dpr n. 43/2012. In sostanza, si cambiano in corsa le regole e si scaricano gli oneri sulle imprese.
«Se così fosse – spiega Carmine Battipaglia, presidente nazionale Cna impianti - sembra essere stata autorizzata una pratica scorretta che limita la concorrenza tra enti di certificazione ed istituisce un meccanismo penalizzante per le persone certificate, che per passare ad altro ente di certificazione sono costrette a pagare un vero e proprio balzello non previsto all'atto della stipula del contratto e, probabilmente, neanche dal tariffario depositato presso il ministero». L'associazione, allora, ha chiesto in una lettera un intervento chiarificatore del ministero, «allo scopo di evitare indebiti pagamenti da chi si è già certificato e vuole esercitare una sua libera scelta nel decidere con quale ente proseguire il percorso certificativo».


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