Gestionale

Coordinatori della sicurezza, Federarchitetti lancia l'allarme: «Oltre 80mila progettisti senza tutela»

Alessia Tripodi

A Roma il dibattito organizzato in occasione della Quinta Giornata nazionale della sicurezza nei cantieri - Il sindacato: «Ingegneri e architetti malpagati, ma grazie a loro le morti in edilizia diminuiscono»

Poco valorizzati e privi di una reale rappresentanza, ma gravati da una pesante responsabilità nella tutela dei lavoratori dell'edilizia. E' questa la realtà in cui vivono e lavorano gli ingegneri e gli architetti coordinatori della sicurezza secondo Federarchitetti, che oggi, in occasione della Quinta Giornata nazionale della sicurezza nei cantieri edili, ha raccolto a Roma rappresentanti delle istituzioni e del settore edile per lanciare l'allarme sulla difficile situazione dei professionisti che operano nei cantieri e che, in caso di violazioni, rischiano sanzioni che vanno dalla multa di 1.500 euro all'arresto.
"E' grazie al lavoro sottopagato e misconosciuto dei coordinatori della sicurezza che le morti in edilizia sono in diminuzione", ha affermato Giancarlo Maussier, presidente di Federarchitetti Roma, sottolineando che il coordinatore della sicurezza «è in un 'vaso di coccio', stretto tra due vasi di ferro: il committente, da una parte, pubblico o privato, che vuole spendere il minimo possibile, e l'impresa, dall'altra, che invece cerca il massimo guadagno». Per questo, Maussier propone di far nominare il coordinatore da un ente terzo come la Asl. I numeri sono significativi: dei 160mila architetti e ingegneri liberi professionisti, almeno il 50% si dedica alla salvaguardia della sicurezza in cantiere e a Roma, dal '96, Federarchitetti ne ha abilitati circa 2mila.

Inoltre, proprio i professionisti del settore sono esclusi dagli organismi preposti alla vigilanza sui cantieri. Un caso «esemplare», denuncia Federarchitetti, è quello della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, istituita presso il Ministero del Lavoro (art. 6 del Dlgs 81/08) per elaborare misure di prevenzione e protezione per i lavoratori, che «pur contemplando la presenza delle parti sociali coinvolte, non ha al suo interno alcun rappresentante delle professioni tecniche». Identica la situazione nei Ctp, i Comitati Territoriali Paritetici, organismi preposti alla sicurezza di cui, per consuetudine, fanno parte soltanto le associazioni dei costruttori ed i sindacati dei lavoratori. Ecco perché, ha osservato il presidente Maussier «è necessario che i coordinatori della sicurezza si propongano come 'categoria', con il sostegno delle associazioni dei professionisti».


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