Gestionale

A Milano stop al cemento, nel 2016 primi istituti in legno

Il primo dovrebbe essere quello di via Viacontini, chiuso nel 2013 per amianto, insieme ad altri tre che dovrebbero arrivare, risorse permettendo, entro la primavera del 2016. Sono i nuovi istituti in legno verso i quali si é orientato Palazzo Marino nella progettazione dell'edilizia scolastica a Milano, grazie a un accordo con FederlegnoArredo. Il quasi addio al cemento rappresenta una
scelta soprattutto nell'ottica della sicurezza, ma il Comune di Milano non disdegna neanche i vantaggi derivanti dal risparmio energetico (circa il 40%) e di gestione, nonché il valore di
una svolta verso la bioedilizia. I progettisti di Palazzo Marino cominceranno a studiare le nuove
tecniche di progettazione per realizzare le prime scuole in legno della città. «L'accordo sottoscritto oggi - ha detto il sindaco, Giuliano Pisapia - nasce dalla volontà di sperimentare nuove idee e nuove opportunità in un settore importante come quello dell'edilizia scolastica, garantendo al tempo stesso i più alti standard qualitativi e funzionali».
Sul tavolo, tra gli elementi positivi di una costruzione in legno, anche i tempi di realizzazione, che oscillano mediamente tra i sei e gli otto mesi contro i due anni e mezzo di una struttura in cemento, e la possibilità di apportare facilmente modifiche, vista la natura modulare delle costruzione, passibili di aggiunte in momenti successivi. Per mettere in piedi una scuola in legno, le risorse stimate sono di 10, 12 milioni di euro: l'amministrazione conta di ricavarle dalla
vendita decisa con il Comune di Brescia del 5% di A2A, per la quale però deve esprimersi il Consiglio comunale al qual spetta decidere come investire questi soldi; l'altra finestra é quella aperta dal premier, Matteo Renzi, che ha avanzato l'impegno di una destinazione di risorse proprio per l'edilizia scolastica.


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