Gestionale

Legambiente: «No al condono per gli abusi su immobili alienabili»

«Ancora una volta si propone il condono come soluzione per fare cassa. E per di più, si propone per i beni alienabili pubblici e di proprietà dello Stato, come fosse un privilegio per pochi fortunati, a discapito del resto dei cittadini». Così Legambiente lancia l'allarme per il rischio condono insito nelle norme sui beni immobili pubblici contenuta nel dl Imu-Bankitalia che permette all'Agenzia del demanio, previa autorizzazione dei ministeri dei Beni culturali, dell'Ambiente e del Ministero dell'economia e delle finanze e sentiti enti locali e associazioni, di vendere a trattativa privata immobili pubblici ad uso non prevalentemente abitativo, anche in blocco, consentendo pure di usufruire della possibilità di sanare irregolarità edilizie.
«A partire dal fatto che il millantato parere dei ministeri sarebbe praticamente ininfluente perché l'introito complessivo deve rimanere uguale – sottolinea il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza –, questa norma rappresenta un pessimo esempio per tutto il Paese ed è scandaloso che venga fatto dallo Stato per le sue proprietà. Ciò potrebbe dare adito a numerosi contenziosi che oltre ad appesantire la burocrazia aumenterebbero il caos normativo e sanzionatorio sugli abusi edilizi. Speriamo in una forte assunzione di responsabilità da parte dei parlamentari affinché venga cancellata questa ipotesi di riapertura del condono».


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