Gestionale

Impianti «verdi», rapporto Gse: nelle regioni è caos normativo

Alessia Tripodi

Presentata a Roma la «mappa» del federalismo energetico voluta dallo Sviluppo economico: sono 8 gli enti competenti al rilascio dell'autorizzazione unica e 68 quelli abilitati per le procedure di Via

Fonti rinnovabili, manca una regìa nazionale per le procedure di autorizzazione degli impianti «verdi». Una situazione al limite del caos normativo, con regole che cambiano anche da comune a comune e che, in certi casi, dilatano i tempi degli iter autorizzativi. In quasi due terzi delle Regioni italiane sono state individuate zone non idonee alla costruzione di impianti fotovoltaici ed eolici, in sette Regioni aree non idonee per gli impianti a biomassa e biogas, in 5 per l'idroelettrico e in 2 Regioni per il geotermico.
Sono alcuni dei risultati del rapporto «Regolazione regionale della generazione elettrica da fonti rinnovabili» presentato a Roma dal Gse, il Gestore dei servizi energetici: una vera e propria «fotografia» dello stato dell'arte del federalismo energetico in Italia aggiornata al 30 novembre 2013 ed elaborata dal Gse su indicazione del ministero dello Sviluppo economico (clicca qui per scaricare il testo del rapporto ).

l documento - presentato nel corso di un convegno al quale hanno partecipato, oltre ai ministeri dello Sviluppo economico, dell'Ambiente, dei Beni culturali e delle Politiche agricole, anche rappresentanti delle regioni e delle imprese del settore - disegna la mappa completa degli enti attualmente responsabili dei procedimenti amministrativi per gli impianti che producono energia da fonti rinnovabili e fornisce un quadro d'insieme delle scelte normative, in senso restrittivo o ampliativo, messe in campo dalla regioni per modificare o integrare la normativa nazionale, anche in attuazione del cosiddetto «Burden Sharing», il modello che ripartisce a livello regionale gli obiettivi italiani di efficienza al 2020.
Secondo i dati, in Italia sono 8 gli enti (tra regioni e province) che hanno competenza al rilascio dell'autorizzazione unica per gli impianti rinnovabili e 68 amministrazioni svolgono il ruolo di autorità competente per le procedure di Via, mentre solamente 13 regioni hanno aumentato fino a 1MW a soglia di applicabilità dei regimi autorizzativi semplificati (Procedura abilitativa semplificata).

«Questo incontro - ha spiegato il direttore studi e statistiche del Gse, Costantino Lato - non serve solo a rappresentare la situazione attuale ma anche a sentire gli attori, del mercato e istituzionali, per raccogliere le idee per migliorare e razionalizzare il sistema delle autorizzazioni, diffondendo le migliori pratiche».
Dopo la fotografia della situazione normativa, il prossimo passo - spiegano dal Gse - sarà quello di mettere a confronto le diverse norme e cercare di capire quali funzionano meglio e quali garantiscono i tempi minori per le autorizzazioni.
Anche se il buon funzionamento del sistema sembra non dipendere unicamente da procedure efficaci: «In Italia il problema non sono solo le regole - ha detto il direttore Lato -dipende se sono rispettate o meno, spesso sono buone ma deve essere migliorata la governance per rendere il sistema più efficiente».



© RIPRODUZIONE RISERVATA