Gestionale

Anie-Gifi, Assorinnovabili e Ifi verso intesa per associazione unica

Anie/Gifi, Assorinnovabili e Ifi hanno firmato un protocollo d'intesa per «iniziare un percorso comune verso la creazione di un'associazione unica che, con oltre 700 imprese, sarebbe il maggiore rappresentante di un settore che occupa già oggi 130mila addetti.
"Ci siamo trovati concordi – dichiarano i presidenti Emilio Cremona (Anie/Gif), Agostino Re Rebaudengo (assoRinnovabili) e Alessandro Cremonesi (Ifi) – nel ritenere che l'ulteriore sviluppo della filiera rinnovabili, intesa come il settore dei produttori di energia rinnovabile, dei produttori di impianti e dei fornitori di componenti e servizi, passi anche per un'aggregazione della rappresentanza. Con un'unica voce, il settore rafforzerà le sue posizioni in tutte le sedi istituzionali e su tutti i temi rilevanti, a partire dai provvedimenti legislativi in atto, sul quale presenteremo subito proposte congiunte per lo sviluppo e l'occupazione nel nostro Paese».
«Alle aziende operanti nel settore delle rinnovabili - hanno aggiunto i presidenti - dobbiamo il rispetto per quanto fatto nel recente passato e quanto sarà possibile fare nel prossimo futuro in termini occupazionali e in termini di ricerca e sviluppo in Italia. Non vogliamo che si ripetano errori senza una analisi vera e concreta delle opportunità per l'industria, il mercato e per l'economia del sistema paese».

«Ci siamo trovati concordi- dichiarano i presidenti Emilio
Cremona (anie/gifi), agostino re rebaudengo (assorinnovabili) e
alessandro cremonesi (ifi)- nel ritenere che l'ulteriore sviluppo
della filiera rinnovabili, intesa come il settore dei produttori
di energia rinnovabile, dei produttori di impianti e dei
fornitori di componenti e servizi, passi anche per
un'aggregazione della rappresentanza. Con un'unica voce, il
settore rafforzerà le sue posizioni in tutte le sedi
istituzionali e su tutti i temi rilevanti, a partire dai
provvedimenti legislativi in atto, sul quale presenteremo subito
proposte congiunte per lo sviluppo e l'occupazione nel nostro
paese«.
Alle aziende operanti nel settore delle rinnovabili,
ribadiscono i presidenti, «dobbiamo il rispetto per quanto fatto
nel recente passato e quanto sarà possibile fare nel prossimo
futuro in termini occupazionali e in termini di ricerca e
sviluppo in italia. Non vogliamo che si ripetano errori senza una
analisi vera e concreta delle opportunità per l'industria, il
mercato e per l'economia del sistema paese«. Massima apertura,
infine, all'adesione di altri soggetti al progetto.


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