Gestionale

Corte costituzionale: sottoposti a Via anche i centri commerciali di medie dimensioni

Mauro Salerno

Lo ha chiarito la Corte costituzionale con la sentenza 251/2013 depositata il 28 ottobre. La decisione prende le mosse da un ricorso del Governo contro la legge veneta 50/2012 che disciplina lo sviluppo commerciale sul territorio regionale

Anche i centri commerciali di medie dimensioni devono essere sottoposti a Via. Lo ha chiarito la Corte costituzionale con la sentenza 251/2013 depositata lunedì 28 ottobre . La decisione prende le mosse da un ricorso del Governo contro la legge regionale veneta 50/2012 che disciplina lo sviluppo commerciale sul territorio regionale.

La norma censurata dalla Consulta è in particolare l'articolo 22 della legge che disciplina l'assoggettabilità delle strutture di vendita alle verifiche di compatibilità ambientali. Il veneto ha scelto una doppia strada. Restano sottoposti a Valutazione di impatto ambientale (Via) i grandi shopping center, con superficie superiore a 8mila metri quadrati. Basta, invece, una procedura di verifica "semplificata" (il cosiddetto «screening») per i centri commerciali di superficie compresa tra 2.501 e 8mila mq.

Secondo il governo questa disposizione contrasta con le norme nazionali. In particolare con quanto previsto dal codice Ambiente (Dlgs 152/2006, Allegato IV alla Parte II, punto 7, lettera b), che sottopone verifica di assoggettabilità a Via o screening la costruzione di tutti i centri commerciali, compresi quelli di medie dimensioni, aventi cioè superficie di vendita superiore a 150 e fino a 2.500 metri quadrati, nei Comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti, e superiore a 250 e fino a 2.500 metri quadrati nei Comuni con popolazione oltre i 10.000 abitanti. «Il legislatore regionale - insomma, contesta il Governo - avrebbe, dunque, ristretto illegittimamente il campo di applicazione della disciplina della Via, limitandolo alle sole grandi strutture aventi superficie di vendita oltre i 2.500 metri quadrati».

Per la Corte la censura del Governo è fondata. «Posto che la disciplina della Via rientra senza alcun dubbio nella tutela dell'ambiente di competenza esclusiva dello Stato (sentenze n. 221 del 2010 e n. 234 del 2009) - scrivono i giudici - , ne consegue che la disposizione regionale impugnata, discostandosi da quanto previsto dal Dlgs. n. 152 del 2006 è costituzionalmente illegittima nella parte in cui non include tra le strutture soggette a verifica di assoggettabilità (a Via) i centri commerciali di medie dimensioni».


© RIPRODUZIONE RISERVATA