Gestionale

Attestato energetico obbligatorio anche per gli edifici ristrutturati

Giuseppe Latour

I chiarimenti del Consiglio nazionale del notariato sulle ultime novità normative. Ancora utilizzabile il vecchio attestato energetico in corso di validità

La vecchia certificazione energetica in corso di validità può ancora essere utilizzata. E si amplia, rispetto al passato, il concetto di ristrutturazione che impone la riemissione dell'attestato. Sono i due chiarimenti più importanti che arrivano dallo studio n. 657/2013, il parere della commissione studi civilistici del Consiglio nazionale del notariato che fa il punto sulla disciplina dell'attestato di prestazione energetica.. E che, con un approfondimento di un'ottantina di pagine, rappresenta una guida molto utile a riorganizzare le idee sulle ultime novità normative.

Il parere fa, nella prima parte, il punto sulla disciplina della certificazione energetica, mettendo ordine tra quanto è accaduto di recente. Si parte dal Dlgs n. 192 del 2005 per arrivare al recepimento della direttiva 2010/31/Ue con il decreto n. 63 del 2013, che introduce l'attestazione di prestazione energetica. Questo è lo strumento di informazione del proprietario, dell'acquirente e del locatario «circa la prestazione energetica ed il grado di efficienza degli edifici» e si differenzia dall'attestato di qualificazione energetica per una serie di caratteristiche, come l'attribuzione della classe di efficienza energetica e il ruolo dei certificatori.

Per l'attestato di prestazione energetica, però, restano da emanare i decreti attuativi. Per adesso c'è soltanto la possibilità di redigere l'attestato sulla base della disciplina della vecchia certificazione energetica. Anche se, va precisato, restano salvi gli attestati rilasciati prima del 6 giugno 2013, data di entrata in vigore delle nuove norme. Questi avevano validità temporale di dieci anni dal rilascio: pertanto, «per una vendita posta in essere dal 6 giugno 2013 il venditore potrà avvalersi anche dell'eventuale attestato di certificazione energetica rilasciato in data anteriore al 6 giugno 2013 ed ancora in corso di validità».

Un chiarimento importante arriva sulle categorie di immobile che devono dotarsi comunque di certificazione energetica. Tra questi vanno annoverati i nuovi edifici ma, soprattutto, quelli ristrutturati. Per i quali il parere precisa che deve trattarsi di «ristrutturazioni importanti» che «insistono su oltre il 25 per cento della superficie dell'involucro dell'intero edificio, comprensivo di tutte le unità immobiliari che lo costituiscono». Attraverso interventi come il rifacimento di pareti esterne, di intonaci esterni, del tetto o dell'impermeabilizzazione delle coperture. In questi casi il costruttore dovrà dotarsi di Ape prima del rilascio del certificato di agibilità. Va ricordato che, in base alla vecchia disciplina, l'obbligo sussisteva solo per le ristrutturazioni di edifici oltre i mille metri quadrati di superficie utile che fossero stati oggetto di ristrutturazione integrale o di demolizione con ricostruzione. La platea della certificazione, quindi, è stata ampliata in maniera consistente.

Infine, viene confermato l'orientamento già espresso in una precedente nota sui libretti di impianto. Secondo il notariato il decreto 192/2005, nel testo in vigore, non dispone «che l'attestato di prestazione energetica da allegare agli atti debba avere materialmente allegati i libretti di impianto». In sostanza, il termine «allegati» usato dal decreto deve essere inteso in senso «atecnico», «dovendo intendersi che, nel tempo, l'attestato deve essere accompagnato dai documenti necessari affinché possa essere verificata una delle condizioni cui è subordinata» la sua validità.


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