Gestionale

Istat, a maggio produzione nelle costruzioni giù del 15,2% rispetto al 2012. I sindacati: «Persi 700 mila posti di lavoro»

Alessia Tripodi

Tra aprile e maggio 2013 flessione del -2 per cento. L'allarme già lanciato nelle scorse settimane dall'Ance: nel 2013 cantieri in caduta del 5,6 per cento

Non si arresta il calo della produzione nelle costruzioni: secondo l'Istat a maggio 2013 l'indice ha registrato un -2% rispetto ad aprile, mentre la flessione rispetto a maggio 2012 arriva al -15,2 per cento. Una spirale negativa sulla quale l'Ance aveva già lanciato l'allarme lo scorso 19 giugno in occasione della presentazione dell'osservatorio congiunturale, secondo il quale nel 2013 il calo dei cantieri sarà del 5,6% e serviranno 5 miliardi l'anno per invertire la rotta (leggi articolo ).

Un tracollo già annunciato, dunque, evitabile «solo a patto di investire con coraggio nel settore» aveva sottolineato il presidente Ance Paolo Buzzetti durante la presentazione dell'osservatorio. E i dati diffusi stamane dall'Istat (leggi il comunicato ) confermano l'emergenza: nella media del trimestre marzo-maggio il valore destagionalizzato della produzione nelle costruzioni ha registrato una flessione del 5,3% rispetto ai tre mesi precedenti, mentre ad aprile lo stesso Istituto aveva segnalato un aumento del 5,5% rispetto a marzo. Nella media dei primi cinque mesi del 2013, la produzione nel settore costruzioni è scesa del 12,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (dato corretto per gli effetti di calendario), mentre secondo l'indice grezzo il calo è stato del 12,7 per cento.

«Dopo la timida ripresa di aprile, i dati relativi a maggio ci riportano con i piedi per terra: la verità è che senza interventi strutturali l'intero comparto dell'edilizia rischia di scomparire, con conseguenze economiche e sociali devastanti». Così il segretario generale della Filca-Cisl, Domenico Pesenti, ha commentato i dati Istat. «La drammatica conta dei posti di lavoro persi nelle costruzioni dall'inizio della crisi ci dice che si sta sfiorando quota 700mila, una cifra superiore agli abitanti di una città come Palermo. Con la mobilitazione nazionale del 31 maggio scorso, organizzata insieme a Feneal-Uil e Fillea-Cgil, abbiamo chiesto al governo di istituire al più presto un tavolo straordinario di crisi e di attuare interventi immediati per aprire piccoli e grandi cantieri, ridando fiato e speranza ad un settore industriale che è storicamente anticiclico e che più di altri può fare da traino per la ripresa. Inoltre chiediamo di attuare una serie di interventi dal grandissimo valore sociale, ancor prima che economico, come la ristrutturazione di ospedali e scuole, la messa in sicurezza del territorio ed interventi antisismici», ha concluso Pesenti.


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