Gestionale

Dl efficienza, la proposta Ance: «Bonus permanenti e sgravi per ricostruzione edifici»

Alessia Tripodi

Audizione dei costruttori al Senato sulla conversione del Dl 63/2013: «Serve normativa omogenea al livello nazionale»

Stabilizzare le detrazioni fiscali del 65% per gli interventi di efficienza energetica degli edifici e del 50% per le ristrutturazioni (con l'estensione anche alle operazioni di demolizione e ricostruzione), rendere omogenea a livello nazionale la normativa sulla certificazione energetica e raccogliere in un «testo unico» tutti i provvedimenti in materia di efficienza e di integrazione delle fonti rinnovabili. Sono le proposte avanzate oggi dall'Ance, l'associazione nazionale dei costruttori, nel corso dell'audizione alla Commissione Industria del Senato sulla conversione in legge del Dl 63/2013 sulla prestazione energetica in edilizia varato dal Governo lo scorso 31 maggio (leggi articolo ). E sul quale pesa la sentenza della Corte Ue, che nei giorni scorsi ha condannato l'Italia per il «non corretto» recepimento delle norme sull'attestato di prestazione energetica (vedi articolo ).

«Condividiamo il provvedimento sullo sgravio al 65% per l'efficienza energetica - ha detto il vice direttore generale Ance, Antonio Gennari, nel corso dell'audizione - ma proponiamo che dal 2014 sia reso stabile con tetti di detrazione che variano in funzione del tipo di intervento: fino a 100 mila euro per interventi di riqualificazione globale e a 60mila per quelli su strutture opache orizzontali e verticali». Oltre alla possibilità di detrarre «il 40% delle spese per interventi su infissi, installazione di pannelli solari e di caldaie a condensazione, per un limite massimo di 40mila euro».

I costruttori chiedono la stabilizzazione (oltre, quindi, la prevista scadenza al 2014) anche del bonus per le ristrutturazioni «potenziato» al 50% entro il limite massimo di spesa di 96mila euro, oltre alla sua estensione anche agli interventi di demolizione e ricostruzione con aumento della volumetria « come avviene nei paesi del Nord Europa - ha spiegato Gennari - perchè se vogliamo risparmiare suolo la soluzione è abbattere e rifare palazzi obsoleti su cui le
ristrutturazioni non hanno efficacia». Allo stesso modo l'Ance chiede che sia possibile, come per le ristrutturazioni di un'intero edificio, detrarre il 25% del prezzo di acquisto di un'abitazione in un'edificio demolito e ricostruito, «posticipando da 6 a 18 mesi dall'ultimazione dei lavori il termine per l'acquisto agevolato».

Non meno importante, infine, la richiesta di rendere la normativa più omogenea, visto che «ben dieci provvedimenti - ricorda l'Ance - sono intervenuti nel corso degli anni a modificare e integrare il Dlgs 192/2005 (attuazione della direttiva 2002/91/ce sul rendimento energetico in edilizia, ndr). senza considerare le leggi regionali». Per questo i costruttori condividono la «previsione del Dl in esame di adottare un'unica metodologia di calcolo della prestazione energetica a livello nazionale» e auspicano che «in tempi brevi si renda altrettanto omogeneo l'intero quadro normativo sulla certificazione degli edifici».


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