Gestionale

Acciaio e serramenti, dalla fusione tra Uncsaal e Acai nasce Unicmi: nuovo fronte anti crisi

Massimiliano Carbonaro

La nuova organizzazione rappresenterà 17mila aziende per un fatturato da oltre 6 miliardi

Una nuova casa per guardare oltre il tunnel della crisi, per contare di più a livello istituzionale, per riuscire a individuare strategie comuni, per mettere a sistema buone pratiche e informazioni. A Milano sabato 15 giugno l'associazione imprenditoriale che raccoglie i costruttori di serramenti metallici – l'Uncsaal – e quella che comprende i costruttori in acciaio – l'Acai – si sono fusi in un unico soggetto, Unicmi: Unione nazionale delle industrie delle costruzioni metalliche dell'involucro e dei serramenti.
Al di là della consueta retorica che accompagna queste operazioni, per altro rare vista l'individualità che contraddistingue gli imprenditori italiani e di riflesso le loro associazioni, le motivazioni per una simile unione le ha declinate il direttore di Uncsaal Pietro Gimelli in modo chiaro: «Sia Uncsaal che per altro Acai hanno sofferto di una scarsa capacità di influenza da sole. Unicmi vuole razionalizzare le risorse e aumentare le capacità di fare gli interessi comuni e penso che ci sia spazio e motivi perché altre associazioni si uniscano a noi». Siamo davanti ad un organismo che vuole rappresentare 450 imprese iscritte per un comparto fatto da 17mila aziende per 6 miliardi di fatturato e 30mila addetti. Contare di più e perché no? In base alle analisi dell'ufficio studi di Uncsaal il 37% del mercato dei serramenti metallici per un contro valore di 570 milioni di euro è sostenuto dagli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica. Ma si tratta di un bonus che ogni anno rischia di non essere rinnovato.

L'unione arriva per altro nel momento giusto visto che secondo l'analisi di Carmine Garzia dopo quattro semestri di valori sempre negativi diminuiscono le aziende che segnalano una riduzione del fatturato. È presto però per dire che stiamo uscendo dalla crisi, ma sulla stessa linea sono anche le stime di Lorenzo Bellicini e del Cresme. Secondo il suo osservatorio i prezzi delle case sono scesi del 30% e c'è un invenduto a livello nazionale tra i 400mila e i 450mila appartamenti, ma «sono tre mesi che abbiamo cominciato ad avere segnali di una certa ripresa – ha spiegato alla platea Bellicini – Tanto che a quanti hanno disponibilità suggeriamo di investire perché le opportunità adesso sono eccezionali». Per il Cresme a partire dalla seconda metà del 2013 ripartirà nelle città la ripresa, ma il vero problema «sarà muoversi nel nuovo contesto che troveremo fuori dal tunnel>. Perché il mercato è cambiato, tanto che Bellicini lo chiama il «business del risparmio».

E le imprese che hanno più possibilità di sfruttare l'inversione di tendenza sono quelle che sono riuscite a resistere e hanno avuto la capacità di innovare. Così Maurizio Focchi della omonima Spa di Rimini che produce facciate continue può raccontare che la sua azienda ha dovuto sopportare un calo di fatturato negli anni precedenti del 50% superato solo grazie all'internazionalizzazione (soprattutto a Londra) e alla capacità di proporre nuove soluzioni. Non ultima per la torre di CityLife progettata da Arata Isozaki che ha richiesto pannelli in vetro di sei piani curvati a freddo. Sulla stessa linea di pensiero è Donatella Chiarotto – non solo presidente di Acai – ma soprattutto è alla guida della FIP industriale che produce dispositivi strutturali in particolare sul fronte dell'antisismico e dell'eolico. La sua azienda dopo gli ultimi due anni dove il fatturato è calato del 20% circa ha ricominciato a vedere la luce appunto innovando i suoi dispositivi e puntando sull'estero pesantemente.
Curiosamente l'assemblea si è svolta nella sede dell'Ance di Milano con cui Uncsaal ha ottimi rapporti sanciti con la partecipazione alla manifestazione di febbraio scorso davanti alla Borsa di Milano e intitolata «La giornata della collera» per protestare contro l'immobilismo delle istituzioni nei confronti del settore delle costruzioni. Legami molto solidi e ribaditi dal presidente dell'Ance di Milano Claudio De Albertis nel saluto all'inizio dei lavori, nonostante con l'Ance nazionale le relazioni tra le due associazioni non siano state per niente buone durante le trattative per il rinnovo dei bonus energetici.


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