Gestionale

La riforma del patto di stabilità vale 1,3 miliardi

Il settore delle costruzioni potrebbe generare in Veneto investimenti immediati per 1,3 miliardi di euro che avrebbero una ricaduta complessiva sull'economia regionale pari a 4,5 miliardi di euro e a 22 mila posti di lavoro. La stima è di Ance Veneto ed è stata illustrata questa mattina allo Sheraton Hotel a Padova, in occasione della presentazione dell'XI Rapporto sull'industria delle costruzioni in Veneto.
Per Ance Veneto sono due i provvedimenti in grado di innescare un circolo virtuoso: la modifica del patto di stabilità interno, che libererebbe risorse per 1 miliardo già disponibili negli enti locali, e la riattivazione del circuito del credito attraverso nuove tipologie di mutuo bancario per le famiglie.
«Se non si riattivano gli investimenti in edilizia – spiega Luigi Schiavo, presidente di Ance Veneto – non ci sarà ripresa economica. L'imperativo è frenare la caduta degli investimenti che in edilizia si protrae ormai da oltre 20 trimestri consecutivi, con un calo di produzione testimoniato dalla perdita di 7 miliardi di euro, 40 mila lavoratori e il 20% delle imprese. Facciamo un appello agli istituti di credito regionali perché allentino la morsa del credit crunch e cooperino di più con istituzioni e imprese allo sviluppo dell'economia territoriale».
Le proposte. Sul Patto di stabilità interno Ance Veneto chiede una misura una tantum che sblocchi tutte le risorse disponibili degli enti locali, al netto di quelle necessarie al pagamento dei debiti pregressi con le imprese. Quindi si chiede una modifica strutturale del Patto per escludere dai vincoli la spesa per investimenti in infrastrutture di livello locale e quelle necessarie a mettere in sicurezza scuole e territorio.
Sul fronte credito, la proposta è l'emissione in accordo con l'Abi, l'associazione delle banche, e la Cassa depositi e prestiti di obbligazioni garantite destinate a investitori istituzionali e finalizzate al finanziamenti dei mutui per l'acquisto della prima abitazione.
È poi fondamentale la conferma dei bonus del 55% e del 50% su riqualificazione energetica e ristrutturazioni. Alcune opportunità possono derivare dai fondi europei Por 2014-20 e da un rinnovato ruolo di Veneto Sviluppo come coordinatore tra le imprese promotrici di progetti e le risorse messe a disposizione dalla Cassa depositi e prestiti e gli istituti bancari.
I numeri di quest'anno. Secondo le stime Ance Veneto, gli investimenti in costruzione nel 2012 sono diminuiti rispetto ai livelli dell'anno precedente del 7,4%. Il trend negativo continua anche nell'anno in corso con un calo del 3,9% su base annua. La crisi coinvolge quasi tutti i comparti di attività: negli ultimi sette anni la produzione di nuove abitazioni è calata del 51,7 per cento, così come l'edilizia non residenziale privata segna una redazione del 39,1% e le opere pubbliche (-49,7%). Solo il comparto della riqualificazione degli immobili residenziali mostra una tenuta (+9,4%). Pesante la contrazione dei prestiti bancari: tra il 2007 e il 2012 e' come se le banche avessero erogato in regione 5,7 miliardi in meno nel comparto abitativo e 3,7 in quello non residenziale.


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