Città e Urbanistica

Incentivi 55% in caduta libera: nel 2012 -44% di richieste. A pesare è soprattutto l'effetto crisi

Valeria Uva

Dalle 396mila domande del 2011 si è scesi alle 220mila del 2012. Calo spiegato solo marginalmente dall'aumento degli sconti al recupero dal 36 al 50% (domande da 490 a 520mila)

L'edilizia è un po' meno «verde». Calano, e bruscamente, gli interventi per il risparmio energetico incentivati con la detrazione del 55 per cento. Da quando anche l'altra detrazione (quella pari al 36% delle spese per interventi generici di recupero edilizio) è stata elevata al 50%, il bonus fiscale per chi investe nella riqualificazione energetica dei vecchi edifici ha perso gran parte del suo appeal.
Nel 2011 le domande di accesso al 55% erano 396mila; l'anno scorso dovrebbero essersi fermate a quota 220mila, con una flessione del 44 per cento. Le prime stime provengono dal rapporto Onre 2013 (Osservatorio nazionale sui regolamenti edilizi) realizzato da Legambiente e dal Cresme (si veda anche il Sole 24 Ore del 7 marzo). L'istituto di ricerca specializzato nell'edilizia ha calcolato anche il costo fiscale di entrambe le misure: 25,7 miliardi di euro di detrazione nei 15 anni di vita del 36-50%; 11 miliardi per il 55% in sei anni. Per quest'ultima misura, poi, sono stati 3,4 i miliardi spesi per isolare le abitazioni nel 2012, uno in meno rispetto al 2011. Una cifra ben lontana dai 6,5 miliardi l'anno che secondo il Rapporto servirebbero a centrare l'obiettivo di riduzione dei consumi energetici indicato dal cosiddetto pacchetto 20-20-20: riduzione del 13% delle emissioni per il settore dell'edilizia residenziale entro il 2020, appunto, con una spesa complessiva di 58,9 miliardi per arrivare a risparmiare 2,8 miliardi di Mtep (milioni di tonnellate di petrolio equivalente).
Il declino dell'incentivo del 55% era in qualche modo segnato da quando nel giugno scorso il decreto sviluppo (Dl 83/2012) ha innalzato dal 36 al 50% lo sconto fiscale per la ristrutturazione. Da allora la detrazione del 55% è risultata meno competitiva, se non altro perché a fronte di quel 5% in più di rimborso richiede un percorso più complicato. Se infatti per la riqualificazione tradizionale è necessario solo il pagamento con bonifico tracciabile, per il 55% serve ancora l'invio della pratica all'Enea, accompagnata da alcuni documenti (dalle schede prestazionali del produttore per gli infissi fino alla certificazione energetica per gli interventi più importanti di isolamento termico). Ma a spiegare il tonfo non bastano i sei mesi di concorrenza-convivenza tra le due detrazioni.
Dai conteggi del Cresme, infatti, risulta anche una bella fetta di interventi scomparsi, che non sono cioè stati fagocitati dal 36-50 per cento. Alle 196mila domande per il 55% perse dal 2011 al 2012, non corrisponde un aumento neanche lontanamente equivalente del bonus tradizionale, che sono salite solo di 30mila unità (erano 490mila nel 2011, sono 520mila nel 2012). All'appello mancano oltre 166mila interventi. «È l'effetto della crisi – scommette Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme – ed è la dimostrazione che persino gli incentivi alla riqualificazione non riescono più a tenere vivo il mercato». Per le sue stime l'istituto si è servito di diversi indicatori. «Oltre alle proiezioni sulle domande sulla base del pregresso - spiega ancora Bellicini - abbiamo una rete di rivenditori di materiali per l'edilizia che rappresenta il vero polso del mercato».
Inoltre, così come è strutturata, la detrazione del 55% oltre che essere di difficile attuazione è anche, sostanzialmente poco efficace. «Stiamo di fatto sprecando risorse pubbliche – commenta amaro Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente – perché riconosciamo l'incentivo a tutti i tipi di intervento e non misuriamo il risparmio ottenuto».
Ma il punto più critico per Legambiente sono i condomìni dove il 55% si è rivelato del tutto inapplicabile: «Impossibile mettere d'accordo tutti - continua Zanchini - anche perché ognuno ha una capienza fiscale diversa». Per questo Legambiente ha presentato una proposta di legge per ridurre i consumi nei condomìni, attraverso l'utilizzo dei Tee (titoli di efficienza energetica) che misurano il reale risparmio ottenuto e il coinvolgimento delle Esco (le società di gestione degli impianti) a cui affidare precisi obiettivi di riduzione dei consumi.


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