Gestionale

Patentino frigoristi, Cna e Confartigianato chiedono una proroga di sei mesi: «Norma da rivedere»

Giuseppe Latour

Le associazioni contestano al ministero dell'Ambiente le «tante imperfezioni» contenute nella norma che riguarda 50mila imprese - Tra le richieste l'abolizione della doppia certificazione per le aziende individuali

Una proroga di almeno sei mesi. E l'eliminazione della doppia certificazione per le imprese individuali. E' la richiesta che Cna e Confartigianato hanno fatto pervenire al ministero dell'Ambiente, contestando le tante imperfezioni che la norma sul cosiddetto «patentino del frigorista» contiene. Nonostante sia già andata a regime da oltre un mese.
Il patentino riguarda circa 50mila imprese che lavorano con i gas flurorati nel settore del riscaldamento e della refrigerazione. Per loro è da poco scattato l'obbligo di iscrizione nell'apposito registro nazionale, ai sensi del Dpr n. 43/2012. Dal momento della creazione del registro (11 febbraio scorso), aziende e operatori hanno sessanta giorni per iscriversi e per ottenere così un certificato provvisorio di sei mesi, entro i quali fare un esame e conseguire il certificato definitivo presso un organismo di certificazione riconosciuto da Accredia.

Prima che i termini arrivino agli sgoccioli, le associazioni di categoria stanno facendo di tutto per denunciare una serie di imperfezioni della norma, da emendare al più presto. In primo luogo chiedono l'esenzione per chi effettua esclusivamente attività su impianti di tipo domestico. Il quantitativo di gas serra contenuto in questo tipo di apparecchi, infatti, è di circa 50 volte inferiore alla soglie considerate pericolose dalle norme europee (3 kg). L'iscrizione nel registro, allora, risulta sproporzionata.
«Oltre a questo – spiega il responsabile nazionale di Cna impianti, Guido Pesaro – c'è l'assurda previsione per la quale le imprese individuali devono certificarsi sia come persone fisiche che come imprese. Una regola che, di fatto, moltiplica i costi proprio a danno delle aziende più piccole e più esposte alla crisi». Un caso che si ripete identico per i consorzi, costretti a certificarsi anche se le loro aziende socie sono già tutte certificate. La richiesta al ministero è di considerare necessaria solo una certificazione in queste ipotesi.

Infine, le associazioni chiedono più tempo. La grande incertezza che sta accompagnando l'entrata in vigore del sistema rischia di creare problemi alla stabilità del mercato al momento della certificazione. Secondo la legge tutto deve essere fatto in sei mesi: troppo poco, per le imprese, che temono di dover sgomitare per avere il loro patentino, magari trovandosi in qualche caso nell'impossibilità di operare. Per questo Cna e Confartigianato chiedono di moltiplicare tutti i termini: da 60 a 180 giorni quello per l'iscrizione nel registro, da sei a dodici mesi quello per fare l'esame.
Senza considerare il tema dei costi sul quale, almeno per ora, c'è poco da fare. Secondo una prima indagine tra alcuni certificatori, i costi per ottenere il patentino e per mantenerlo cinque anni, con le relative verifiche documentali e sul campo, variano da un minimo di 1.300 fino a poco meno di 2mila euro. Una cifra che, fino a qualche anno fa, sarebbe stata tranquillamente sostenibile, perché spalmata in un periodo piuttosto lungo. Ma, in periodo di crisi, questo aggravio di costo viene considerato inaccettabile da parte delle aziende.


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