Gestionale

Certificato del credito, gli enti locali non sottoposti al patto di stabilità devono indicare la data di pagamento

Massimo Frontera

Con due dettagliate circolari, emanate lo scorso 27 novembre, il ministero dell'Economia ha fornito dettagli operativi sulle norme previste nei recenti decreti sulla certificazione dei crediti delle imprese nei confronti della Pa. Le istruzioni sono rivolte sia alle imprese sia alle amministrazioni. Le due circolari sono destinate agli enti statali (n.35/2012 ) e agli enti locali (n.36/2012 ).

Tra le altre cose la circolare ha precisato che in occasione del rilascio della certificazione non deve essere chiesto il Durc, «in quanto la regolarità contributiva è un requisito che non incide sulle caratteristiche del credito da certificare (certezza, liquidità ed esigibilità)».

Ecco di seguito i principali punti citati dalla circolare di interesse per le imprese.

Piattaforma telematica o procedura cartacea
. Anche se la procedura telematica di certificazione del credito - già attivata e in via di implementazione di nuove funzionalità - ha sostituito la procedura ordinaria «i procedimenti avviati con istanza presentata con la procedura ordinaria dovranno proseguire con la medesima modalità». Chi ha già avviato la procedura ordinaria non dovrà quindi ricominciare la procedura sulla piattaforma telematica.

Piattaforme telematiche locali
. La circolare ricorda che è Regioni, Comuni ed enti del servizio sanitario nazionale «possano adottare dei sistemi di certificazione telematica diversi da quello messo a disposizione dalla Ragioneria Generale dello Stato». In questo caso però le amministrazioni devono informare la Ragioneria «al fine di coordinare le attività di monitoraggio e di evitare duplicazioni nel rilascio delle certificazioni.

Piattaforma telematica
. «Gli enti debitori - si legge nella circolare indirizzata agli Enti locali - sono tenuti ad abilitarsi alla piattaforma elettronica o a porsi nelle condizioni di rilasciare certificazioni telematiche entro 30 giorni dall'attivazione dei sistemi elettronici richiamati in precedenza». In altra parte della circolare si legge anche che «ai soli fini della decorrenza dei termini per l'attivazione dell'istanza di nomina del commissario ad acta, la piattaforma elettronica acquisisce anche le istanze di certificazione per crediti nei confronti di amministrazioni o enti che non abbiano ottemperato all'obbligo (...) di abilitarsi sulla piattaforma. Ne consegue che le predette istanze non saranno processate, salvo che il titolare del credito, trascorsi i termini prescritti, non presenti istanza di nomina di un commissario ad acta». In altre parole, anche se l'amministrazione non si è iscritta sulla piattaforma, scatta comunque il conteggio ai fini della nomina del commissario ad acta.

Certificato con data e certificato senza data
. La certificazione del credito rilasciata da un Ente centrale dello Stato deve avere una data (che in ogni caso non può essere superiore ai 12 mesi dalla data di presentazione dell'istanza di certificazione). La certificazione del credito rilasciata da un Ente locale «può essere rilasciata anche senza una data prevista di pagamento. In tal caso la tempistica dei pagamenti avviene in conformità con gli obiettivi del patto di stabilità interno». Inoltre in questo caso non è possibile la compensazione con somme iscritta a ruolo. La facoltà di non indicare la data è concessa alle Regioni, sia per i pagamenti correnti che in conto capitale, che per gli Enti locali con riferimento ai soli pagamenti in conto capitale. Al contrario, specifica la circolare, «tale facoltà non è invece concessa agli enti non sottoposti al Patto di Stabilità interno, ossia ai comuni inferiori ai 5.000 abitanti (1.000 abitanti a decorrere dal 2013), alle comunità montane e agli enti del Servizio Sanitario Nazionale».

Verifica delle disponibilità finanziarie
. La certificazione «comporta necessariamente che le amministrazioni statali accertino la disponibilità delle risorse finanziarie necessarie ai pagamenti (...) soprattutto nel caso in cui si debba procedere al pagamento di residui iscritti in bilancio ovvero dei residui perenti, per i quali è necessario procedere anche alla loro reiscrizione in bilancio in termini di competenza». A questo fine la circolare specifica la procedura che le amministrazioni devono seguire, a seconda che i fondi siano disponibili o che vadano reiscritti in bilancio.

Il credito. Ecco quando è «certo, liquido ed esigibile».

Il credito è certo solo «qualora sia afferente a una obbligazione giuridicamente perfezionata per la quale sia stato assunto, ai sensi dell'articolo 34 delle legge 31 dicembre 2009, n.196, il relativo impegno di spesa, registrato sulle scritture contabili». Pertanto in assenza di contratto perfezionato e di impegno di spesa, regolarmente registrato sulle scritture contabili, le amministrazioni statali non potranno certificare il credito, riferibile esclusivamente alla sfera giuridica del soggetto che ha ordinato la somministrazione, la fornitura o l'appalto al di fuori delle prescritte procedure giuscontabili.

«Il requisito della liquidità, soddisfatto dalla quantificazione dell'esatto ammontare del credito, è ugualmente da ricondursi agli elementi del titolo giuridico».

Il credito è esigibile quando non sussistono «fattori impeditivi del pagamento del credito, quali, a titolo puramente esemplificativo e non esaustivo, l'eccezione di inadempimento, l'esistenza di un termine o di una condizione sospensiva». Non sono quindi in nessun caso certificabili le somme corrispondenti a debiti fuori bilancio delle Amministrazioni.

Importante la precisazione che le amministrazioni, al momento del rilascio della certificazione, non devono chiedere nuovamente il Durc «in quanto la regolarità contributiva è un requisito che non incide sulle caratteristiche del credito da certificare (certezza, liquidità ed esigibilità)».

Il perimetro di applicazione/1 - Enti statali
. La circolare fornisce un elenco dettagliato con tutte le statali (guarda l'elenco a questo link ). Rientrano tra le amministrazioni dello Stato «anche gli Istituti e scuole di ogni ordine e grado, le Istituzioni educative e le Istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, le soprintendenze speciali dotate di autonomia gestionale e gli Istituti dotati di autonomia speciale ai sensi dell'articolo 15 del D.P.R. 26 novembre 2007, n. 233». «Sono da intendersi "enti pubblici nazionali" (...) i soggetti istituiti o riconosciuti per legge, a carattere nazionale, nonché le Università».

Sono invece esclusi gli organi costituzionali e a rilevanza costituzionale. Esclusione anche per le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, in considerazione del loro ambito di operatività a livello territoriale. Esclusi anche «gli Enti pubblici economici, in ragione del loro assoggettamento al regime giuridico privatistico, gli enti ed organismi di diritto privato e le società a partecipazione pubblica».

Il perimetro di applicazione/2 - Enti del Ssn
- Le norme sulla certificazione si applicano anche agli enti del servizio sanitario nazionale. «Per enti del Servizio Sanitario Nazionale si intendono (...) le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici, anche se trasformati in fondazioni, le aziende ospedaliere universitarie integrate con il Servizio Sanitario Nazionale, gli istituti zooprofilattici». La circolare precisa però che tali enti sono «vincolati agli obblighi di cui al predetto D.M. solo se compatibili con i saldi di finanza pubblica programmati».

Il perimetro di applicazione/3 Enti locali
- Comuni, comunità montane, province e Regioni.

Cessione pro soluto/pro solvendo
. Si precisa che viene riconosciuta l'equivalenza del certificato lavori (alla certificazione del credito) «al solo fine di consentire la cessione pro soluto e pro solvendo a favore di banche o di intermediatori finanziari (...), nonché per l'ammissione alla garanzia del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese».

Società a partecipazione o controllo pubblico.
Escluse espressamente dall'ambito di applicazione delle norme sulla certificazione del credito.

Credito e tasso di mora
. Può essere certificato solo l'importo stabilito nel contratto a titolo di corrispettivo (inclusivo, per i contratti ad esecuzione periodica o continuativa, dell'adeguamento Istat). Non possono essere invece certificati gli interessi moratori, che costituiscono una obbligazione accessoria avente funzione risarcitoria.

Chi è il commissario ad acta.
«L'incarico di commissario ad acta (...) deve essere conferito prioritariamente ad un rappresentante dell'amministrazione o ente debitore o, in subordine, della Prefettura – Ufficio territoriale del Governo competente per territorio o, infine, della Ragioneria territoriale dello Stato. I predetti rappresentanti sono individuati, in ragione della loro carica, nelle figure di vertice di ciascuna amministrazione, che possono delegare un proprio dirigente o funzionario». I costi del commissario sono a carico dell'amministrazione debitrice: «Gli eventuali oneri sostenuti dai commissari ad acta sono posti a carico dell'amministrazione o ente debitore. Pertanto, nei casi in cui il commissario ad acta non appartenga ai ruoli dell'amministrazione o ente debitore, il commissario stesso presenta a quest'ultimo apposita istanza di rimborso».

Atto pubblico nella cessione del credito.
Le circolari precisano che, si per le amministrazioni centrali che per gli enti locali, «la comunicazione telematica assolve al requisito di cui all'articolo 117, commi 2 e 3 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e all'obbligo di notificazione».

Si riportano di seguito i commi 2 e 3 dell'articolo 117 "Cessione dei crediti derivanti dal contratto".
«Comma 2. Ai fini dell'opponibilità alle stazioni appaltanti che sono amministrazioni pubbliche, le cessioni di crediti devono essere stipulate mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata e devono essere notificate alle amministrazioni debitrici.

Comma 3. Le cessioni di crediti da corrispettivo di appalto, concessione, concorso di progettazione, sono efficaci e opponibili alle stazioni appaltanti che sono amministrazioni pubbliche qualora queste non le rifiutino con comunicazione da notificarsi al cedente e al cessionario entro quarantacinque giorni dalla notifica della cessione».

Compensazione. E se l'ente locale non paga?
In caso di «mancato pagamento spontaneo da parte dell'ente debitore dell'importo oggetto di certificazione utilizzato in compensazione entro dodici mesi dal rilascio della certificazione, l'agente della riscossione ne dà comunicazione entro i successivi sessanta giorni ai Ministeri dell'interno e dell'economia e delle finanze e l'importo oggetto della compensazione è recuperato mediante riduzione delle somme dovute dallo Stato all'ente territoriale a qualsiasi titolo, incluse le quote dei fondi di riequilibrio o perequativi e le quote di gettito relative alla compartecipazione a tributi erariali. (...) Qualora il recupero non sia stato possibile, l'agente della riscossione procede, sulla base del ruolo emesso a carico del titolare del credito, alla riscossione coattiva».

Verifica di inadempienza per cartelle di pagamento (per crediti oltre 10mila euro).
Si precisa che tale verifica, «non essendo preordinata ad un effettivo pagamento, ha natura meramente ricognitiva e non dispiega gli effetti della verifica ordinaria, in particolare l'attivazione della procedura di pignoramento dei crediti». La verifica va eseguita anche nel caso di cessione del credito.


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