Gestionale

In Sicilia fallite 475 imprese e persi già 76mila addetti. Allarme per il blocco dei lavori sulla Agrigento-Caltanissetta

Massimo Frontera

Doppia controffensiva legale avviata dall'Ance Sicilia: decreti ingiuntivi e classa action contro i mancati pagamenti

L'Ance Sicilia ha messo a punto la controffensiva legale contro il ritardo dei pagamenti da parte della Pa. Saranno intraprese due azioni legali, informa una nota della Regione. La prima consiste «in una class action delle imprese edili siciliane nei confronti del ministero dell'Economia e della Regione siciliana». La seconda consiste nei «decreti ingiuntivi diretti alle singole amministrazioni debitrici».

Riguardo al ministero dell'Economia, spiega l'Ance Sicilia, viene contestata «l'impostazione del Patto di stabilità nazionale, con programmazioni e sistemi di controllo eccessivamente rigidi e tali da generare, inibendo pagamenti pubblici oltre una certa soglia, il grave danno che stanno subendo tutte le aziende edili siciliane».

Alla Regione siciliana, invece, si contesta il fatto di «non avere dato corso – unica in Italia – alla "regionalizzazione" del Patto di stabilità, rinunciando così a 170 milioni di "bonus" previsti per il 2012 e allo smobilizzo di risorse pari a 100 milioni per il 2011 e a 100 milioni per quest'anno: un totale di 370 milioni venuti a mancare al sistema dei pagamenti, penalizzando l'economia e anche le imprese edili creditrici».

Inoltre, l'Ance Sicilia definisce gravissimo il fatto che la Giunta regionale, pur avendo ottenuto sin dal 4 ottobre scorso lo sblocco di 600 milioni di euro dal Patto di stabilità nazionale, ad oggi non abbia comunicato all'assessorato Infrastrutture e agli altri assessorati competenti la tabella con la ripartizione delle somme da destinare al pagamento delle fatture emesse dalle aziende, impedendo così l'erogazione di acconti indispensabili a scongiurare altre centinaia di fallimenti. Ieri sera non si è tenuta l'annunciata riunione di Giunta su questo tema.

Duro il commento dell'Ance Sicilia: «L'impressione che se ne ricava, dunque, è che ad una settimana dal voto anche un atto dovuto rischia di trasformarsi in una promessa elettorale. Un comportamento stigmatizzato e che, se confermato, potrebbe prefigurare ipotesi da segnalare eventualmente alle autorità competenti».

La prossima settimana sarà completato l'aggiornamento dei certificati di pagamento scaduti e non onorati, e con i dati alla mano saranno chiesti incontri ai nove prefetti dell'Isola, come primo doveroso atto ufficiale. Ai nove prefetti dell'Isola saranno presentate le cifre che, come recita una nota dell'associazione, fotografano «la grave situazione fallimentare in cui versano le aziende, pressate dalla mancanza di liquidità, dalla stretta del credito bancario e dal crescere degli oneri retributivi, previdenziali e fiscali, chiedendo loro di sollecitare le amministrazioni morose non solo a provvedere al pagamento del dovuto, ma anche ad avviare urgentemente tutte le opere di manutenzione per mettere in sicurezza i territori e le popolazioni, in vista dei prossimi eventi meteorologici». A seguire sarà individuato il legale che assisterà le imprese nelle azioni giudiziarie.

Nell'Isola il malessere delle imprese causato dalla mancanza dei pagamenti per i lavori eseguiti per le pubbliche amministrazioni. Su 19 miliardi di crediti vantati dalle imprese di costruzione, 1,5 miliardi riguardano le imprese siciliane che operano nei lavori pubblici. In Sicilia ad oggi, informa sempre l'Ance, sono già fallite 475 aziende e sono già stati licenziati 76mila addetti del comparto. Una situazione pesantissima, che ha spinto le amministrazioni pubbliche - inclusa quella regionale - a chiedere una deroga al patto di stabilità interno. Ma l'esito ha il sapore di una beffa. «Dopo avere chiesto e ottenuto delle deroghe - informano all'Ance nazionale - la Regione ha poi dirottato i soldi che si sono sbloccati per il pagamento di spese correnti invece che per gli investimenti». Da qui il riacutizzarsi del malcontento che emerge proprio nel momento in cui però la politica è più che mai concentrata sulle prossime elezioni del 28 ottobre.

Tra le richieste che verranno sottoposte alla nuova amministrazione, c'è anche quella di commissariare la Sicilia per sbloccare i 10 miliardi di fondi europei inutilizzati dal 2007 per nuove infrastrutture, di cui già 1 miliardo per i depuratori rischia di dovere essere restituito a breve a causa dei ritardi della burocrazia, comportando anche una pesante procedura d'infrazione da parte di Bruxelles.

Blocco dei lavori sulla SS624. Intanto l'Ance Sicilia lancia anche l'allarme per il blocco di tutti i cantieri del raddoppio della Ss640 Caltanissetta-Agrigento, «deciso unilateralmente dal general contractor, che lamenta di non avere ricevuto pagamenti dall'Anas».
«Risulta invece - scrive l'Ance - che l'Anas avrebbe già effettuato bonifici durante la pausa estiva e che comunque a fine mese, come ci ha riferito in assemblea il presidente nazionale dell'Ance Paolo Buzzetti, l'Anas dovrebbe pagare tutto il pregresso».


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