Gestionale

Legambiente: «Oltre 600mila nuovi posti di lavoro con la messa in sicurezza degli edifici»

Alessia Tripodi

Presentato oggi il rapporto messo a punto con Fillea Cgil: il patrimonio edilizio italiano è costituito in massima parte da case «costruite male» e serve una «strategia per uscire dall'impasse» - Realacci (Pd): «Senza un bonus 55% permanente non si può parlare di edilizia sostenibile»

Un patrimonio edilizio altamente «energivoro», malgrado la spesa energetica per le famiglie sia cresciuta del 52% in 10 anni. Oltre 2 milioni di abitazioni che risultano vuote; 6 milioni di italiani che vivono in zone ad alto rischio idrogeologico e 3 milioni che abitano in zone ad alto rischio sismico. Un potenziale «mercato» per la riqualificazione e la messa in sicurezza che può valere oltre 600mila nuovi posti di lavoro entro i prossimi 10 anni. Sono alcuni dei dati contenuti nel primo rapporto congiunto Legambiente -Fillea Cgil su Innovazione e sostenibilità nel settore edilizio «Costruire il futuro» (clicca qui per il testo integrale ), che viene presentato oggi al salone internazionale dell'edilizia (SAIE) di Bologna.

Il documento analizza la situazione dell'edilizia sul territorio e gli strumenti che in molti casi Regioni, Province e Comuni, hanno messo in campo per introdurre nuovi criteri energetici e ambientali, andando spesso anche oltre la normativa in vigore. E svela una «evidente situazione di stallo nelle costruzioni», contro la quale Fillea e Legambiente propongono un nuovo modello per il settore basato su diversi interventi: la necessità di istituire «una regia nazionale che dia certezze alla prospettiva della innovazione energetica in edilizia» e di fissare, accanto al miglioramento delle prestazioni previsto dalla Direttive europee, un «obbligo minimo di Classe A per tutti i nuovi interventi». Ma anche azioni che riguardano il patrimonio pubblico «per superare il Patto di stabilità nel caso di interventi che migliorino l'efficienza energetica» e, soprattutto, provvedimenti per «dare finalmente certezze sugli incentivi» rendendo «permanenti le detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di efficienza energetica» e introducendo «un nuovo incentivo per promuovere il retrofitting e la messa in sicurezza di interi edifici».
Una misura condivisa da Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd: «Sono positivi i numeri sulle prospettive occupazionali e le indicazioni sull'edilizia di qualità che arrivano dal rapporto - dice il parlamentare - ma non si può parlare di edilizia sostenibile senza stabilizzare il credito di imposta del 55% per il risparmio energetico, agevolazione che ha già attivato oltre 1.400.000 interventi, per circa 17 miliardi di euro di investimenti, e ha creato oltre 50 mila posti di lavoro all'anno nei settori coinvolti. Ma che, ciononostante, - aggiunge Realacci - manca completamente nella Legge di Stabilità».

«In questi anni in Italia sono spariti 500mila posti di lavoro nell'intero settore delle costruzioni, la metà direttamente nel comparto dell'edilizia - ha detto Walter Schiavella, segretario generale Fille Cgil - una ecatombe figlia della tempesta perfetta scatenata dall'insieme di due fattori di crisi: uno congiunturale scatenato dalla bolla immobiliare del 2008, ed uno strutturale, cioè la crisi di un modello industriale vecchio ed obsoleto». Ma «oggi possiamo uscire da questa drammatica situazione - ha aggiunto il presidente di Legambiente, Pier Vittorio Cogliati Dezza - puntando sull'innovazione e la messa in sicurezza degli edifici. Se consideriamo che il 60% degli edifici a prevalente uso residenziale è stato realizzato prima dell'introduzione della legge antisismica (1974), si comprende la dimensione del rischio che si corre e dove si deve prioritariamente intervenire, creando così tanti nuovi posti di lavoro, qualificati e duraturi».

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