Gestionale

Quinto Conto, i dati confermano: incentivi a secco entro dicembre

Alessia Tripodi

Le previsioni di Energy&Strategy Group (Polimi): in rapido esaurimento i fondi per il sostegno degli impianti superiori ai 12 Kw, «poco probabile» l'apertura del terzo registro


Il Quinto conto sopravviverà fino a ottobre 2013 solo grazie all'inerzia dei piccoli impianti fuori registro, che impiegheranno fisiologicamente più tempo per consumare i fondi a loro disposizione.
E con tutta probabilità non ci saranno risorse sufficienti ad aprire il terzo registro per gli incentivi agli impianti sopra i 12 kW. Anche perché il budget totale di quasi 700 milioni di euro messo a disposizione sulla carta dal Dm 5 luglio 2012 (vedi articolo ) è in realtà sceso a poco più di 400 milioni, visto che al 27 agosto il contatore Gse segnava quasi 6,3 miliardi (e l'estinzione del Quinto conto è fissata a 6,7 miliardi).

Lo rivelano i dati elaborati da Energy&Strategy Group, team di ricerca sulle energie rinnovabili del dipartimento di Ingegneria gestionale del Politecnico di Milano, che ha analizzato gli scenari per le imprese dopo l'entrata in vigore del Quinto conto.
«Secondo le previsioni – spiega Davide Chiaroni, docente di Ingegneria gestionale al Polimi e vicepresidente di Energy&Strategy – per il primo registro, che comprende gli impianti realizzati tra agosto e settembre che non sono riusciti a rientrare nel Quarto conto, sono disponibili 140 milioni, utili per l'installazione di circa 850 MW installati, mentre per il secondo registro, dedicato alle strutture messe a punto entro la fine del 2012 – continua Chiaroni – ci sono 120 milioni per circa 800 MW installati». Ciò significa che «fuori registro – aggiunge il professore – rimangono circa 100 milioni, che potrebbero andare a foraggiare circa 600-700 MW di impianti sotto i 12 kW, il tutto per circa 2,3 GW di installato nel periodo agosto 2012-settembre/ottobre 2013. Dunque le probabilità di apertura del terzo registro appaiono basse». In questo quadro, quindi, gli incentivi per gli impianti più grandi, quelli sopra i 12 kW, saranno già esauriti entro dicembre prossimo: un dato che confermerebbe l'allarme lanciato dalle imprese ancor prima del 27 agosto scorso.
Gli unici che potranno ambire agli incentivi nel 2013 saranno i microimpianti non soggetti a obbligo di registro (in larga parte residenziali), che dovranno spartirsi i pochi fondi rimasti, mentre per gli altri la sola prospettiva plausibile sarà quella di operare senza sussidi, magari sperimentando la grid parity nelle zone del Paese con un maggiore irraggiamento (vedi articolo ).


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