Gestionale

Fotovoltaico, imprese in allarme: «Incentivi a rischio per il 2013, in arrivo rivoluzione nel mercato»

Alessia Tripodi

Il Quinto Conto appena partito rischia di esaurirsi in pochi mesi - Le associazioni dei produttori: «In arrivo grande ristrutturazione del mercato, residenziale protagonista e grandi impianti solo in grid parity»

Scatta il Quinto conto energia ma tra le imprese c'è già chi pensa a come affrontare un 2013 senza incentivi. Perché il nuovo Conto – il Dm 5 luglio 2012, tanto atteso dagli operatori del fotovoltaico e approdato in «Gazzetta Ufficiale» lo scorso 10 luglio dopo un iter lungo e faticoso – potrebbe esaurirsi prima della fine del 2012. Del plafond di 700 milioni di euro messi in campo dal Quinto conto, infatti, ne rimangono poco meno di 500, troppo pochi per coprire la durata di «5 semestri» inizialmente prevista dal Governo. Peraltro con tariffe che, rispetto al Quarto conto, risultano tagliate fino a oltre il 65% per i grandi impianti e che, dunque, orienteranno necessariamente il mercato verso uno sviluppo del «micro» e del residenziale.

Conto quasi a secco
Il Quinto conto – entrato in vigore il 27 agosto – si applicherà fino al raggiungimento del tetto di spesa annuale di 6,7 miliardi, dopodiché con tutta probabilità il settore dovrà fare i conti con l'assenza di incentivi, visto che nel decreto non si fa alcun riferimento a un possibile nuovo provvedimento (a differenza di quanto accaduto con il Quarto conto, che già prevedeva l'avvio di un Quinto). «Con una disponibilità di poco più di 100 milioni al mese il Conto è destinato a esaurirsi tra dicembre e gennaio – dice Giovan Battista Zorzoli, presidente di Ises Italia – e dopo temo che non succederà nulla: una larghissima parte del 2013, se non tutto, sarà senza incentivi». Per Zorzoli ciò comporterà «una grande ristrutturazione del mercato: gli impianti più grandi, tra i 200 kW e 2 MW, si faranno solamente nelle aree del Paese dove il maggiore irraggiamento consente di operare in grid parity, mentre gli incentivi, se ci saranno, verranno riservati ai microimpianti e al residenziale». Secondo il presidente, però, uno scenario del genere porterà con sé «una morìa di imprese di medie dimensioni attive nel settore delle installazioni e della produzione di pannelli, soprattutto nel Lombardo-Veneto».

Residenziale al top
La teoria di un rapido esaurimento del Conto trova d'accordo anche le imprese aderenti a Gifi-Anie, così come le ipotesi di trasformazione del mercato: «Con il Quinto conto sono tante le aziende che ormai pensano di fare gli impianti senza incentivi – spiega il presidente dell'associazione Valerio Natalizia – anche perché con queste tariffe nel breve periodo sarà il residenziale a farla da padrone». «I fondi potranno durare tra i sei e i 15 mesi – aggiunge Natalizia – e per questo sono necessari interventi per sostenere il settore, come il potenziamento dei Seu, i sistemi efficienti di utenza che rappresentano il presupposto per vendere l'energia prodotta da impianti fotovoltaici e per i quali si attende da anni la delibera attuativa dell'Autorità, ma anche l'estensione dello scambio sul posto agli impianti oltre i 200 kW e iter burocratici più snelli».


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