Città e Urbanistica

Il Lazio approva le modifiche del piano casa

Gli enti religiosi potranno realizzazione edifici di culto attraverso la costruzione di strutture residenziali, commerciali, direzionali, turistiche o per servizi

Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mario Abbruzzese, ha approvato con 37 voti a favore e uno contrario, la proposta di legge che modifica il piano casa. L'opposizione ha abbandonato l'aula per protesta, con l'eccezione del consigliere Rocco Berardo (lista Bonino).
Le nuove norme, aveva spiegato l'assessore all'Urbanistica Luciano Ciocchetti, sono state concordate con il governo, dopo l'impugnazione di parte della legge di fronte alla corte costituzionale.
Prende tuttavia le distanze il Mibac: «A seguito delle notizie stampa apparse nei giorni scorsi in merito a una supposta intesa tra ministero e Regione Lazio sulle modifiche da approvare al piano casa - si legge in una nota - si chiarisce che mai alcun atto o documento è stato sottoposto alla valutazione del ministero e, di conseguenza, nessuna intesa è mai intercorsa sulle modifiche da approvare».
La votazione è arrivata dopo tre giornate di discussione. Mentre si stavano votando gli emendamenti, la giunta regionale ne ha presentato uno sostitutivo dell'intero testo, facendo decadere tutti gli emendamenti depositati.
L'opposizione ha duramente protestato parlando di «delegittimazione del Consiglio regionale», di «sospensione della democrazia», di «maggioranza prepotente, che cerca di mascherare le tensioni interne».

Ecco l'elenco delle novità più rilevanti:
- E' stato rafforzato il ruolo del ministero dei Beni culturali nella procedura stabilita per superare contrasti circa l'effettiva esistenza di beni sottoposti a vincolo paesaggistico, rispetto alle perimetrazioni contenute nel Ptpr.
- Sono stati chiariti la data di entrata in vigore della legge (28 agosto 2008) e il termine di applicazione (31 gennaio 2015).
- È stata eliminata la parte relativa alle concessioni in sanatoria ottenute tramite silenzio-assenso.
- È stata specificata la necessità del nulla osta preventivo dell'ente gestore nel caso di interventi che ricadono in aree protette.
- È stato specificato che i programmi integrati di riqualificazione urbana e ambientale, previsti dal piano casa, sono interventi volti alla valorizzazione del territorio.
- È stata eliminata la parte relativa alla possibilità di realizzare impianti sportivi nelle aree naturali protette.
- Sono state precisate le norme sulle opere di urbanizzazione secondaria e sul rispetto degli standard urbanistici.
- È stato previsto un regolamento redatto dalla giunta per disciplinare l'housing sociale.
- È stato reso meno oneroso il passaggio alla proprietà piena per i soci delle cooperative assegnatari di alloggi costruiti in diritto di superficie.
- È stata introdotta la possibilità di chiedere una nuova localizzazione dell'intervento per le cooperative a cui i comuni non hanno assegnato le aree su cui edificare nuove «167».

- È stata introdotta la possibilità per gli enti religiosi di finanziare la realizzazione di edifici di culto attraverso la costruzione di strutture residenziali, commerciali, direzionali, turistiche o per servizi, per una volumetria pari a quella delle opere religiose fino a un massimo di 3mila metri quadrati, su terreni di proprietà dell'ente stesso.
- È stata modificata la norma sulle modalità di assegnazione delle case popolari, limitatamente a Roma Capitale, in maniera da favorire l'esaurimento delle vecchie graduatorie anche in presenza di nuovi bandi.
- È stato precisato che, per quanto riguarda i comuni costieri, le aree liberate dai programmi di demolizione e ricostruzione sono destinate alla fruizione pubblica del litorale.
- Sono state chiarite le norme che regolano gli interventi su edifici destinati a servizi socio-assistenziali.
- Sono state modificate le norme sui cambi di destinazione d'uso che saranno possibili non solo sull'intero edificio, ma anche per parti di esso, sono esclusi teatri e cinema.
- Sono stati inseriti anche gli «articoli 11» fra le aree in cui è possibile applicare il piano casa, ma in questo caso non è possibile la cosiddetta «monetizzazione» degli standard urbanistici.


© RIPRODUZIONE RISERVATA