Città e Urbanistica

Quinto conto energia, dal 27 agosto incentivi ridotti del 30%

Alessia Tripodi

Per il fotovoltaico nuove tariffe al via il 27 agosto, mentre per le altre fonti si parte il 1° gennaio - Le imprese: «Legge punitiva»


Via libera al nuovo schema di incentivi per le fonti rinnovabili. Sulla «Gazzetta Ufficiale» (supplemento ordinario n. 143) sono stati infatti pubblicati i due decreti – il Quinto Conto Energia per il fotovoltaico (clicca qui ) e il decreto per le altre fonti (clicca qui ) – varati dai ministeri dello Sviluppo economico, dell'Ambiente e dell'Agricoltura in attuazione del Dlgs 28/2011. Provvedimenti attesissimi dalle imprese del settore e varati dopo un iter lungo e faticoso, segnato da polemiche e continui rinvii.
Il Quinto Conto conferma la previsione di un taglio medio del 30% degli incentivi rispetto al Quarto Conto (riduzione che potrà arrivare fino al 50%), ma accoglie alcune richieste avanzate dalla Conferenza Stato-Regioni (e dalla Ue), prima fra tutte la modifica della soglia di accesso ai registri, che sale fino a 20 kW, ma a prezzo di una sensibile riduzione delle tariffe. «Con i due decreti – hanno dichiarato i ministri Catania, Clini e Passera – viene introdotto un sistema di incentivi moderno, sostenibile ed equo» e «si pone un freno alla crescita dei costi energetici per i cittadini e le imprese». Ma le associazioni dei produttori non sono dello stesso avviso e parlano di «legge punitiva per l'industria fotovoltaica».

Nuovo Conto energia. Le novità per il fotovoltaico – contenute nel Dm 5 luglio 2012 – entreranno in vigore 45 giorni dopo il superamento dei sei miliardi euro di incentivi previsti dal Conto precedente: tale valore, secondo quanto indicato in una delibera dell'Autorità per l'Energia, è stato raggiunto il 12 luglio scorso e, dunque, il passaggio al Quinto Conto avverrà il prossimo 27 agosto. Il budget di spesa per i nuovi sussidi è fissato a 6,7 miliardi l'anno (quasi 200 milioni in più rispetto alle prime bozze del provvedimento), ma gli impianti già in fase avanzata potranno beneficiare ancora degli incentivi del Quarto Conto.
Saranno esenti dall'obbligo di registro gli impianti fino a 12 kW, quelli a concentrazione, innovativi e quelli realizzati da amministrazioni pubbliche, ma anche le strutture in sostituzione di amianto fino a 50 kW. Prevista la possibilità di accesso libero agli incentivi anche per le strutture di potenza compresa tra 12 e 20 kW, ma a tariffe ridotte del 20 per cento. Confermati, poi, i bonus per l'amianto (oltre alle già citate agevolazioni per i registri) e per gli impianti costruiti con materiali prevalentemente «made in Ue». Sostituzione di amianto e moduli europei rientrano anche nella lista di criteri di priorità per l'ammissione ai registri indicati dal Dm, che comprende, tra gli altri, anche la certificazione energetica e gli impianti fino a 200 kW per attività produttive.

Altre fonti «verdi». Il Dm 6 luglio 2012 fissa il sistema di incentivi per le altre Fer non fotovoltaiche: idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas. Queste fonti potranno godere delle nuove tariffe (in aumento per quelle più innovative) a partire dal 1° gennaio del 2013, con un regime transitorio della durata di quattro mesi.
Ma resta la possibilità di aggiornare lo schema di incentivi in corsa, con successivi provvedimenti. Anche per le energie alternative al fotovoltaico il budget massimo di spesa risulta aumentato rispetto alle previsioni della prima bozza: nel Dm il tetto è a quota 5,8 miliardi, vale a dire 300 milioni in più.

Il giudizio delle imprese
. «Le intenzioni verbali dei Ministri non si sono tradotte in fatti concreti e con il V Conto molte aziende che fino a oggi hanno seriamente investito capitali sono costrette a ridimensionare il personale e ridurre gli investimenti». Suona come una bocciatura il giudizio del presidente Gifi-Anie, Valerio Natalizia, secondo il quale il Dm sul fotovoltaico «contingenta il mercato senza dare il giusto slancio per raggiungere la piena competitività», anche se «com'è noto, il settore ha generato nel 2011, tra i molti benefici, circa due miliardi di euro di tasse a favore dello Stato». Critiche anche dal presidente di Aper, Agostino Re Rebaudengo, secondo il quale «dai nuovi decreti deriva una scelta recessiva per il Paese», e dal responsabile di Ises Italia, Giovan Battista Zorzoli, che accusa: «Il rifiuto del Governo di accogliere la quasi totalità dei miglioramenti proposti dalle Regioni e dalle associazioni non si giustifica con la conclamata volontà di dare priorità alla promozione delle rinnovabili termiche e dell'efficienza energetica».


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