Gestionale

Buzzetti attacca i concessionari autostradali: «A gara il 100% dei lavori e basta general contractor»

Alessia Tripodi

Il presidente dei costruttori: «Le gare si fanno sempre, è un fatto di trasparenza». E sulla crisi: «Carico fiscale, ritardo nei pagamenti e troppe distorsioni nel mercato hanno logorato il settore, tra il 2008 e il 2012 persi 43 miliardi di euro». Ciaccia: «Fino a 200mila euro niente tasse sull'acquisto della casa».

La quota obbligatoria del 60% affidata dai concessionari di lavori pubblici a terzi sarà anticipata di un anno, al 2014. La platea resta fredda, il presidente Ance Buzzetti ha chiesto il 100% subito. Ciaccia non si scompone. «Non voglio dare a nessuno l'alibi per ritardare investimenti». Nella sua relazione all'Assemblea delle associazioni in corso al Palazzo dei Congressi di Roma il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti attacca duramente i concessionari autostradali: «Le gare si fanno sempre, o a monte o a valle - dice - è un fatto di trasparenza ma anche di tenuta complessiva del sistema. Va detto chiaramente, la filiera va coinvolta tutta, non tollereremo altri casi come il general contractor».

«Basta con i trucchi contabili»
. Paolo Buzzetti attacca duramente dopo aver dato atto a Mario Monti del «grandissimo lavoro fatto in Europa» e di una riforma del lavoro - dice rivolto a Giorgio Squinzi - «che dobbiamo dire che va bene anche se poi la deviamo nel dettaglio». Sul resto Buzzetti attacca duramente il governo, almeno fino al decreto sviluppo. «Fino al decreto sviluppo, una politica per l'edilizia depressiva che non condividiamo affatto. La patrimoniale sulla casa è assurda, allora si faccia la patrimoniale vera. Il pareggio di bilancio al 2013: ma chi l'ha detto? Parametri più duri dei francesi, politiche recessive. E sui crediti con la Pa, dico che ci devono pagare perché non possono darci un carico fiscale crescente e poi non pagarci. Basta con i trucchi contabili. Allora dico bravi a Passera e Ciaccia per il decreto sviluppo», che ha rotto questa spirale. «Bene il piano città, nato da un'idea delle parti sociali. Molto bene gli sgravi fiscali».

Ciaccia: «Meno tasse per la casa». E proprio all'assemblea dell'Ance il viceministro alle Infrastrutture Ciaccia svela i suoi piani più riservati: «Fino a un certo importo niente tasse sull'acquisto della casa». Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare che quella soglia è di 200mila euro. Ciaccia ne ha parlato nei giorni scorsi proprio a Buzzetti e all'assemblea parla da ministro di settore e chiama le imprese ad avere fiducia perché si va avanti solo se si ritrova «la strada della fiducia e della crescita insieme». «Non è detto che la recessione - dice - una volta scolpita nel numero delle previsioni, debba restare tale».

Cita alcune cose fatte prima del decreto sviluppo: norme di sburocratizzazione, la messa in sicurezza delle dighe (500 milioni di cantieri vera), la legge sull'autonomia finanziaria dei porti.
Ovviamente, decreto sviluppo vuol dire piano casa e project bond. «Il project bond è una categoria nuova, tutta italiana che non tocca il debito pubblico». Deve essere garantito da soggetti qualificati e Ciaccia conferma che «stiamo scrivendo il decreto per individuarli».
Vuole «ripettinare» la figura del general contractor e punta sulla conferenza preliminare sullo studio di fattibilità. Poi incassa qualche applauso. «Attenzione perché l'Iva neutrale non era scontata, speriamo ce la migliorino e non peggiorino in Parlamento, ma non c'è nessun pazzo che la peggiorerebbe».

I numeri della crisi. Nella relazione del presidente Ance ci sono tutti i numeri della crisi del settore: «La situazione delle nostre imprese è drammatica: si sono persi 500mila posti di lavoro - spiega Buzzetti - la produzione è scesa del 26% dal 2008 al 2012, dalla fine del 2009 hanno chiuso 40mila imprese e moltissime sono sull'orlo del fallimento». E la ripresa sembra ancora lontana: «Gli investimenti nel settore delle costruzioni caleranno nel 2012 del 6%, più del ribasso registrato nel 2011 (-5,3%) e delle stime di previsione per quest'anno (-3,8%). Con ciò - ha aggiunto Buzzetti - il settore delle costruzioni, in cinque anni (2008-12) avrà perso più di un quarto (-25,8%) degli investimenti, tornando ai livelli della metà degli anni '70. Soffrono tutti i comparti, a partire dalla produzione di nuove abitazioni, che nel quinquennio avrà perso il 44,4%, l'edilizia residenziale privata, con una diminuzione del 27,9% e i lavori pubblici, che registrano una caduta del 37,5%. In questo comparto la contrazione é iniziata nel 2005 e complessivamente la flessione raggiunge il 44,7%».

«Le politiche economiche introdotte in questi anni - ha sottolineato il leader Ance - hanno peggiorato la situazione e il Patto di stabilità interno, nella sua applicazione italiana è un trucchetto, che permette di non contabilizzare come debito quello che lo Stato ha nelle imprese fornitrici». Buzzetti snocciola le questioni in campo:«Siamo arrivati a un anno e mezzo/due di ritardo nei pagamenti, il carico fiscale solo sugli immobili pesa ormai per 55 miliardi di euro l'anno, anche a a causa dell'Imu, un'imposta che le nostre imprese, uniche nel mondo industriale e in maniera assolutamente iniqua, pagano anche sui prodotti che realizzano per la vendita».

La ricetta per la ripresa. Per uscire dal tunnel della crisi, secondo Buzzetti «bisogna affrontare prima di tutto l'inaccettabile questione del ritardo nei pagamenti riducendo al massimo gli aggravi burocratici», la «ripresa del settore con le misure introdotte dal Decreto Sviluppo» e il «capitolo dei lavori pubblici, ponendo attenzione non solo ai grandi lavori ma anche a una serie di interventi piccoli e medi». Non ultimo, «la lotta al sommerso affinchè le opere edili siano aggiudicate a imprese edili», un sistema di norme chiare ed efficaci per gli appalti ordinari» e un «maggiore coinvolgimento delle banche».


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