Gestionale

Ance: con aumento di 2 punti Iva prelievo sugli immobili a 58 miliardi

Dopo l'introduzione dell'Imu, il prelievo fiscale sugli immobili ha raggiunto i 55 miliardi di euro l'anno ma si potrebbe arrivare a 58 miliardi se, come previsto per il prossimo ottobre, si darà seguito all'aumento di due punti delle aliquote Iva. L'allarme viene dai costruttori edili dell'Ance. La stima è emersa nell'incontro organizzato dai costruttori edili su «Una fiscalità immobiliare per lo sviluppo delle città».

«Sono prioritarie alcune misure di riordino della fiscalità immobiliare», ha detto il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti. Se il fisco «colpisce la produzione, la compravendita e il possesso degli immobili», ha aggiunto Buzzetti, «la riforma del sistema fiscale vigente diventa l'occasione giusta per il riordino di un settore particolare dell'industria, come quello delle costruzioni, a cui deve corrispondere una altrettanta particolare disciplina fiscale».

L'associazione - all'indomani dell'entrata in vigore del decreto sviluppo e all'avvio della sua discussione parlamentare per la conversione - ha stilato un elenco di misure ritenute in grado di dare la «scintilla» al settore delle costruzioni dopo le misure previste dal decreto sviluppo.
Tra le altre cose, si chiede l'esenzione Imu per il cosiddetto "magazzino" (cioè gli immobili completati e non ancora assorbiti dal mercato), la piena deducibilità degli interessi passivi relativi ai beni merce (dall'acquisto dell'area fino ai 5 anni successivi all'ultimazione dei lavori), ma anche l'esclusione della responsabilità ai fini Iva.

L'Ance propone anche l'estensione della detrazione del 50% (ex 36%) per gli interventi di demolizione e ricostruzione con aumento della volumetria, l'acquisto di fabbricati ristrutturati da imprese di costruzione oltre i 6 mesi successivi all'ultimazione dei lavori e inoltre la rimodulazione della detrazione del 55%, premiando maggiormente gli interventi volti all'efficienza energetica.


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