Gestionale

Decreti «green», dalle Regioni via libera con riserva - La Ue bacchetta l'Italia

Alessia Tripodi

Il parere positivo della Conferenza Unificata subordinato all'approvazione di tutti gli emendamenti - La Dg Energia scrive al Mise: «Progetto valido, ma serve deroga per i piccoli impianti»

Dalla Conferenza Stato Regioni via libera ai decreti sulle rinnovabili, ma con riserva. Il parere positivo sui provvedimenti, infatti, è condizionato all'approvazione da parte del Governo di tutti gli emendamenti proposti dalle amministrazioni locali (scarica i testi qui e qui ) che riguardano le risorse, i tempi di entrata in vigore delle novità e le procedure per l'accesso agli incentivi. L'ok arrivato ieri dalla Conferenza Unificata dopo settimane di rinvii (vedi articolo ) dovrebbe ora accelerare la pubblicazione dei due decreti - il Quinto Conto energia sul fotovoltaico e il decreto sulle altre fonti - attesissimi dalle associazioni dei produttori, che da mesi chiedono modifiche ai testi soprattutto per quel che riguarda il monte incentivi e gli appesantimenti burocratici dovuti all'obbligo di registro per gli impianti voluto dal Governo. Proprio su quest'ultimo fronte nei giorni scorsi è arrivato anche il monito della Ue: in una lettera inviata al ministero dello Sviluppo economico Bruxelles boccia la «troppa burocrazia» che renderebbe «quasi impossibile finanziare i piccoli impianti».

Via libera della Stato-Regioni. «Abbiamo offerto al Governo diversi spunti di miglioramento - ha spiegato a nome della Conferenza Unificata il presidente della regione Basilicata, Vito De Filippo - riguardanti questioni che vanno dai tempi di entrata in vigore del nuovo sistema di incentivi, alle risorse disponibili all'aggancio al territorio europeo delle produzioni e del lavoro necessario a realizzare gli impianti, dalla sburocratizzazione e collegamento ad un sostegno per il rilancio dei sistemi produttivi, all'abbassamento dei costi energetici nel sistema pubblico. E siamo convinti che si tratti - ha aggiunto - di osservazioni tese a far funzionare meglio il sistema». Una posizione che ha incassato il parere positivo del Governo: in una nota il ministero dello Sviluppo economico ha infatti espresso «soddisfazione per l'esito della Conferenza unificata che, dopo un articolato confronto, ha fatto registrare il parere positivo di Regioni, Province e Comuni sui due decreti», sottolineando che «nel corso della Conferenza il Governo, in risposta alle richieste formulate da istituzioni ed enti locali, ha proposto delle modifiche, a cui é legato il parere positivo, che verranno incorporate nei testi dei due decreti».
Gli emendamenti considerati dalle regioni «imprescindibili» riguardano in particolare l'aumento fino a 759 milioni l'anno (contro i 500 previsti dal Quinto Conto) del tetto di spesa per gli incentivi al fotovoltaico, lo slittamento al 1° ottobre della data di entrata in vigore delle nuove norme, innalzamento da 12 a 100 kW del limite di potenza oltre il quale scatta l'obbligo di registro per gli impianti e la semplificazione delle procedure per la certificazione energetica, oltre a bonus di 3 centesimi di euro a kW per impianti che sostituiscono tetti in amianto e per chi utilizza almeno l'80% di materiali «made in Europe» (premi cumulabili tra loro). Mentre per le altre fonti le regioni chiedono l'aumento del tetto annuale di spesa dagli attuali 5,5 a 6 milioni, revisione dei contingenti per le aste e soglie per i registri diversificate in base alle tecnologie.

I rilievi Ue
. «Troppa burocrazia nei decreti, ma siamo certi che il Governo italiano non avrà problemi a integrare i nostri rilievi nella nuova normativa». All'indomani della lettera con le osservazioni sui decreti per le fonti rinnovabili inviata da Bruxelles al ministero dello Sviluppo Economico il commissario Ue all'Energia, Guenther Oettinger, precisa che il progetto di decreto «può essere migliorato» in alcune sue parti, ma nel complesso la proposta va «nella direzione giusta». Le critiche dell'Ue all'Italia rese note nei giorni scorsi riguardavano, in particolare, l'obbligo di registro per gli impianti con potenza superiore ai 12 kW per il fotovoltaico e ai 50 kW per le altre rinnovabili, un «meccanismo che aumenta il peso della burocrazia - si legge nella lettera firmata da Oettinger - e che rende molto difficile, se non impossibile, per i produttori indipendenti accedere al finanziamento dei propri progetti». Però «il progetto di decreto italiano sulle rinnovabili può essere migliorato - ha spiegato il commissario - con una regola "de minimis" per i piccoli impianti che potrebbero avere una deroga rispetto a tutti gli obblighi di statistica e altro: dalla creazione di registro all'archivio per impianto. Sulla base all'esperienza di altri Stati membri questo sarebbe troppo ambizioso per i piccoli impianti. Per il resto questa proposta ci soddisfa - ha concluso Oettinger - perchè va nella direzione giusta e aiuta la promozione di
rinnovabili in Italia».


© RIPRODUZIONE RISERVATA