Gestionale

Doppio binario per i protocolli Abi: 10 miliardi per pagamenti e 10 per investimenti alle Pmi

Massimo Frontera

I protocolli Abi per le Pmi riguardano investimenti e cessione del credito nei confronti della Pa. Nei decreti in arrivo prevista la possibile compensare sia i debiti fiscali che contributivi delle
pubbliche amministrazioni verso le imprese.

Ci sono dieci miliardi di anticipazioni per i pagamenti alle imprese dovuti dalla pubblica amministrazione e altri dieci miliardi di finanziamenti diretti agli investimenti delle piccole e medie imprese nei due "protocolli Abi" che dovrebbero seguire a valle dei decreti varati dal Governo sui crediti con la Pa. I nuovi finanziamenti bancari sono l'aspetto più interessante dei provvedimenti assunti dal Governo con l'approvazione di quattro decreti destinati a risolvere – secondo l'Esecutivo – la questione. Lo stesso Monti, nel presentare stamattina i provvedimenti, ha parlato di 20-30 miliardi a disposizione delle imprese nel corso dell'anno.

I protocolli Abi
Sono due. Il primo - Plafond Investimenti è rivolto alle Pmi. Possono accedere ai finanziamenti del plafond "Progetti Investimenti Italia", le Pmi operanti in Italia, così come definite dalla normativa comunitaria, appartenenti a tutti i settori. Le Pmi, al momento di presentazione della domanda, non devono avere posizioni debitorie classificate dalla banca/intermediario finanziario (di seguito, banca) come "sofferenze", "partite incagliate", "esposizioni ristrutturate" o "esposizioni scadute/sconfinanti", né procedure esecutive in corso. Gli investimenti che potranno essere oggetto di finanziamento sono tutti gli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all'attività d'impresa, diversi da quelli alla cui produzione o scambio è diretta l'attività d'impresa stessa. Possono essere oggetto di finanziamento anche gli investimenti avviati nei 6 mesi precedenti al momento di presentazione della domanda. La finalità di investimento deve essere mantenuta per l'intero periodo di durata del finanziamento.


Anche il secondo protocollo - Crediti nei confronti della Pa - è riservato alle Pmi.
L'impresa - prevede il testo - deve dare alla banca/intermediario finanziario mandato irrevocabile all'incasso del credito vantato nei confronti della PA. È inoltre necessari una copertura (diretta o nella forma della controgaranzia) del Fondo di Garanzia per le Pmi (o di altro garante ritenuto idoneo dalla banca). La durata dell'anticipazione sarà coerente con la data di pagamento del credito (e comunque non superiore ai 18 mesi) e la sua misura non potrà in ogni caso essere inferiore alla percentuale di copertura di esposizione che la banca – in virtù della copertura del Fondo (garanzia diretta o controgaranzia) - può ponderare a zero, ai fini del calcolo del requisito patrimoniale a fini di vigilanza. Per le imprese che presentino «esposizioni scadute o sconfinanti» da oltre 90 giorni (e fino ad un massimo di 180 giorni), la banca valuta l'opportunità di realizzare comunque l'operazione qualora il ritardo di pagamento dell'impresa sia imputabile al mancato incasso dei crediti vantati nei confronti della PA per i quali l'impresa richiede l'attivazione del plafond di cui al presente accordo. Non si specifica però la modalità di cessione del cresdito, se cioè "pro soluto" oppure "pro solvendo".

I quattro decreti in arrivo

I decreti, ha spiegato il viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli, sono quattro: due sulla certificazione, uno sulla compensazione e uno sull'uso del fondo centrale di garanzia. E per il secondo decreto sulla certificazione, che applica le misure anche a regioni ed enti locali, «auspichiamo che il parere della conferenza Stato-regioni arrivi già oggi stesso. Vista l'emergenza della situazione», ha detto Grilli alla stampa martedì 22 maggio.

Quanto alle misure in materia di compensazione, oggetto di uno dei decreti, sarà possibile compensare sia i debiti fiscali che quelli contributivi delle pubbliche amministrazioni verso le imprese.

«Comincia un nuovo mondo - ha sottolineato il viceministro dell'Economia - per lo smaltimento dello stock dei debiti, ma ci sarà una seconda fase con l'impegno a mettere a regime la nuova direttiva sui pagamenti e a fare degli aggiustamenti nella pubblica amministrazione per evitare che il problema dei ritardi non si riproduca più. Stiamo valutando una modifica dei processi contabili della pubblica amministrazione».

I quattro decreti annunciati dal Governo non avranno nessun impatto sul debito pubblico nel 2012, ha aggiunto Grilli: «Con questi decreti - ha detto il viceministro - con la certificazione accompagnata dalla liquidità delle banche e la compensazione, l'impatto non c'è»


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