Città e Urbanistica

L'Enea: «Successo per il bonus, ma il Sud resta indietro». Guida pratica alla detrazione per un intervento standard

Maria Chiara Voci


Oltre 405.600 pratiche registrate nel 2010, per un valore di investimento che supera, complessivamente, i 4,6 miliardi e un totale di importi portati in detrazione di circa 2,5 miliardi. In massima parte, si tratta di sostituzione di infissi (il 55% del totale), di impianti di climatizzazione invernale (il 31%) e l'installazione di pannelli solari per acqua calda (il 12%): anche se, a livello di abbattimento dei consumi, quello che davvero farebbe la differenza è la diffusione di doppie pelli, solai e cappotti termici, anche applicati ai grandi stabili condominiali.
Il risparmio complessivo in «energia primaria superiore» ha, comunque, toccato i 2mila GWh/anno, per un valore di CO2 non emessa in atmosfera pari a 430 kt/anno: più di quanto ci si aspettava. Una performance che dimostra il successo del provvedimento (il trend dovrebbe peraltro essere in crescita anche sul 2011 e sul 2012, anche se i dati finali sullo scorso anno saranno disponibili solo a fine settembre), anche se a livello nazionale restano forti le disomogeneità: in testa, sia per numero di fondi spesi che per interventi, svetta la Lombardia, seguita da Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, mentre resta indietro tutto il Meridione.
E' questo il bilancio che traccia l'Enea, nell'ultimo rapporto curato da Mario Nocera, sulla misura che consente la detrazione del 55% a fronte di interventi per il risparmio energetico in edilizia. Una possibilità che è confermata fino al 31 dicembre 2012, ma che potrebbe essere riconfermata per il 2013.

La misura. La possibilità di portare in detrazione fiscale il 55% dei costi sostenuti per la realizzazione di interventi di risparmio energetico su edifici esistenti è stata introdotta, per la prima volta, dalla legge finanziaria del 2007 (L. 296/2006, art. 1, comma 344-347). «Fin dall'inizio - spiega Mario Nocera - si è trattato di un provvedimento rivolto al settore retrofit e non alle nuove costruzioni». Quattro, in particolare, le macro-categorie di interventi che beneficiano dell'agevolazione: le riqualificazioni energetiche globali degli edifici; gli interventi su strutture opache orizzontali o verticali (fra cui sono compresi i cappotti termici, i solai e tutte le coperture di un fabbricato) e la sostituzione degli infissi; l'installazione di pannelli solari termici, per la produzione di acqua calda; la sostituzione di impianti di riscaldamento, non solo con caldaie a condensazione (come stabilito dalla prima versione della norma), ma anche con pompe di calore ad alta efficienza ovvero con impianti geotermici a bassa entalpia.
Gli importi massimi, che possono essere portati in detrazione, cambiano, a seconda del tipo di intervento: si va da un tetto massimo di 30mila euro nel caso di sostituzioni di generatori termici a 60mila per i lavori sull'involucro e i pannelli solari termici, fino a 100mila euro per le riqualificazioni globali. Per il 2012, la detrazione è spalmata su dieci rate annuali, tutte di pari importo.
Per usufruire dei benefici è necessario seguire una procedura, che cambia - anche in questo caso - a seconda della tipologia di intervento. «Negli anni - prosegue Nocera - e soprattutto per gli interventi più diffusi, l'iter per richiedere le detrazioni è stata notevolmente semplificato. In tutti i casi la documentazione deve essere però inviata entro e non oltre 90 giorni dalla data di fine lavori».
Per avere informazioni di dettaglio sui documenti da produrre (la casistica è infatti molto ampia), l'Enea ha messo a disposizione degli utenti il sito efficienzaenergetica.acs.enea.it . Qui, privati, tecnici, installatori e imprese possono trovare tutte le informazioni sui passaggi burocratici da espletare.

Un intervento standard. Prendendo in esame però un intervento standard, che è anche quello più diffuso, cioè la sostituzione degli infissi da parte di una persona fisica in una singola unità immobiliare, l'iter si riassume secondo quanto segue.
Conclusa la posa in opera degli infissi, il privato (o in sua vece l'installatore) è chiamato a compilare una scheda informativa con le caratteristiche tecniche dei lavori svolti (secondo quanto disposto dall'allegato f del «decreto edifici»).
La scheda deve essere trasmessa in via telematica all'Enea, sul sito che per il 2012 è all'indirizzo finanziaria2012.enea.it . Insieme a questa, devono inoltre essere prodotte (ma non inviate, restano in possesso al proprietario di casa in caso di controlli futuri da parte dell'Agenzia delle Entrate) tutte le fatture relative all'intervento, in versione originale, e le ricevute dei bonifici, che devono essere effettuati attraverso un modulo speciale, dove sono riportati i dati sia del beneficiario che dell'installatore. L'utente deve inoltre trattenere copia dell'allegato f, del codice cpid (che si genera al termine della procedura online e che identifica la pratica in oggetto) e di un documento tecnico di certificazione del prodotto, con i requisiti di tramittanza degli infissi.
«Un requisito importante - prosegue Nocera - di cui spesso non si tiene conto è che, in fattura, devono essere riportate in modo scorporato le voci di fornitura dei materiali da quelle dei lavori per la posa in opera». In sede di dichiarazione dei redditi, la persona fisica potrà poi portare in detrazione il 55% delle spese sostenute in dieci rate annuali, tutte di uguale entità.
«La procedura descritta per gli infissi - conclude Nocera - si ripete in modo simile anche per gli altri interventi, ma richiede la produzione di documenti molto più dettagliati. Fino al caso dei risanamenti completi, per cui è necessario non solo produrre l'Ace a norma di legge, ma anche gli atti di collaudo e tutta la documentazione relativa ai lavori effettuati, con asseverazione da parte di un tecnico».


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