Città e Urbanistica

Gifi-Anie: «Senza modifiche al decreto nessun futuro per il fotovoltaico». Dossier: al 2030 saldo costi-benefici a 37,7 miliardi

Alessia Tripodi

Budget annuale di incentivi a 7 miliardi l'anno, nuove misure in vigore dal 1° settembre e tutela degli investimenti già in corso per i grandi impianti. Sono le proposte di modifica del Quinto Conto Energia che le 200 imprese aderenti a Gifi-Anie hanno inviato oggi al Governo e alle Regioni: si tratta di modifiche «che mirano a salvaguardare i posti di lavoro - spiega il presidente Gifi, Valerio Natalizia - e a garantire prospettive di sviluppo all'industria nazionale del fotovoltaico».

Secondo le imprese, infatti, approvare «senza modifiche» il decreto varato nelle scorse settimane dai ministeri dello Sviluppo economico, dell'Ambiente e delle Politiche agricole (vedi articolo ) - e attualmente al'esame della Conferenza Stato Regioni e dell'Autorità per l'Energia - significherebbe «vanificare - sottolinea Natalizia - gli oltre 5,6 miliardi l'anno già impegnati per i prossimi 20 anni, mettendo in discussione la sopravvivenza delle aziende italiane». Per questo Gifi-Anie chiede «l'innalzamento del budget indicativo di incentivazione a 7 miliardi l'anno», il «1° settembre quale data di entrata in vigore del Quinto Conto Energia», la «tutela degli investimenti avviati per i grandi impianti in corso di costruzione e/o già connessi ma non a registro e per gli impianti iscritti a registro che non hanno comunicato la fine lavori» e, infine, «l'individuazione di opportune forme di incentivazione a sostegno e sviluppo dell'industria nazionale».

Correttivi che, secondo le imprese, potranno mantenere attivo il bilancio costi-benefici del fotovoltaico nel nostro Paese, che - come indicato nel recente dossier sul settore realizzato da Anie- Gifi (scarica il testo ) - ha «un saldo netto positivo al 2030 compreso tra 21,9 e 37,7 miliardi di euro».


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