Città e Urbanistica

Irex: «Fotovoltaico, in Italia produzione di moduli vale 1 GW, imprese vanno sostenute». Clini: «Industrie ripensino i prodotti»

Alessia Tripodi

Presentati ieri a Roma i nuovi dati del rapporto Irex 2012 sul mercato delle fonti «green» in Italia - L'ad di Althesys: «Da importatori possiamo diventare esportatori di tecnologie, esiste già sbocco nell'area Mediterranea».

Una produzione di moduli fotovoltaici che vale oltre 1 GW e una di inverter che arriva a quota 5GW. Mentre l'eolico ha generato nel 2011 un volume d'affari di 3,8 miliardi di euro e quasi 30mila occupati. Sono i numeri dell'industria italiana delle rinnovabili secondo il rapporto Irex presentato ieri nella sede romana del Gse da Althesys: dopo la diffusione a Milano dei dati sui benefici delle fonti verdi (vedi articolo ), ieri in una conferenza stampa l'ad Althesys Alessandro Marangoni ha illustrato, alla presenza del ministro dell'Ambiente Corrado Clini, i numeri della filiera nazionale. «L'industria delle rinnovabili non sarà danneggiata dal taglio degli incentivi - ha detto Marangoni - se le politiche industriali si orienteranno a sostenere la competitività italiana. L'industria italiana ha delle eccellenze che potrebbero essere valorizzate per rispondere alla domanda di tecnologia ed innovazione che arriva, ad esempio, dall'area del Mediterraneo . Siamo già in grado di passare dal ruolo di importatori netti di tecnologie - ha aggiunto - al ruolo di esportatori, ma dobbiamo capire che le rinnovabili non sono materia di filosofia ambientale ma una vera industria dell'energia». Un obiettivo condiviso dal Governo: "Nelle rinnovabili, specie nel fotovoltaico, sta accadendo quello che è successo nei cellulari o nei computer - ha detto Clini - visto che si sono abbattuti i costi di produzione e quindi i prezzi. Ora bisogna che le industrie ripensino i prodotti e le tecnologie ed il Governo, che ha rimodulato gli incentivi sulla base dei nuovi prezzi, sostenga le eccellenze italiane in modo che siano competitive anche all'estero».

Ma per Althesys il Quinto Conto Energia va modificato. «Gli interventi dei decreti ministeriali hanno senso - ha detto Marangoni. – ma questo è un settore dove non ci sono più soltanto i pannelli cinesi, ma un'industria italiana che avrebbe bisogno di essere rafforzata. In quest'ottica è discutibile la creazione del registro degli impianti superiori a 12 kW. È veramente difficile, se non impossibile, da realizzare». Il paletto della soglia di potenza previsto dal Quinto Conto Energia (scarica il testo) rappresenta infatti per Marangoni «un aggravio di burocrazia che non fa bene alla filiera. Se per gli incentivi ci portiamo nella media europea, per la burocrazia continuiamo ad essere tra i primi al mondo».
E i limiti imposti dai decreti graverebbero non solo sul fotovoltaico, ma anche su altre tecnologie in cui l'Italia, secondo il rapporto, è all'avanguardia: solare termodinamico, geotermia e biomasse (per esempio nelle turbine Orc, Organic rankine cycle) e teleriscaldamento.


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