Gestionale

«Obbligo di registro e certificazione energetica: burocrazia folle. Così si mette in pericolo l'industria verde»

Alessia Tripodi

Il responsabile «green economy» del Pd al sito di Edilizia e Territorio: «Il Quinto Conto Energia scoraggia l'installazione di impianti fotovoltaici». Una «follia» l'eliminazione del bonus per la bonifica dall'amianto

«Come si conciliano le parole del ministro Clini sulla tutela dell'occupazione nei settori delle energie rinnovabili e delle nuove tecnologie con i decreti appena varati dal Governo? Questi provvedimenti vessano le imprese con una burocrazia folle e mettono a rischio l'intera filiera nazionale». È un fiume in piena Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd, che nel giorno della manifestazione delle associazioni verdi a Montecitorio accusa il Governo di «imbrogliare i cittadini, le imprese e le istituzioni» con provvedimenti che «affossano l'industria fotovoltaica italiana» e annuncia che domani presenterà un question time (leggi il testo ) in Commissione Ambiente alla Camera per chiedere chiarimenti al ministro Corrado Clini.

«Tutti siamo d'accordo sulla necessità di ridurre gli incentivi per accompagnare il settore del fotovoltaico all'autonomia entro due anni e mezzo al massimo - spiega Realacci - ma per fare questo bisogna operare scelte a favore della filiera nazionale, formata da aziende che nel campo dell'inverter esportano in tutto il mondo. Mentre queste norme burocraticamente cervellotiche avranno l'effetto di una brusca frenata». Secondo il deputato Pd sono tre le questioni sulle quali il Governo deve correre subito ai ripari: la soglia di 12 Kw che fa scattare l'obbligo di registro per gli impianti fotovoltaici, l'obbligo di certificazione energetica e le agevolazioni per la sostituzione dei tetti in amianto con installazioni fotovoltaiche.

«Far saltare il bonus per l'amianto è pura follia, visto che il fotovoltaico è stata finora l'unica leva con cui si è messo mano all'amianto in questo Paese - dice Realacci - e la soglia dei 12 kw per il registro è una norma kafkiana, fatta per scoraggiare le installazioni». E poi «che senso ha vincolare la costruzione dei pannelli alla certificazione energetica - si chiede il deputato - quando in Italia siamo molto indietro sul tema dell'efficienza degli edifici? Se c'è un capannone industriale mal costruito e inefficiente - aggiunge - perchè non mettere sopra un pannello fotovoltaico? Così si aggiunge danno a danno».
Solo correggendo questi «errori» si potrà «aiutare il settore a raggiungere la competitività e ad attrarre soldi freschi per l'edilizia» conclude Realacci, sottolineando che «la maggior parte dei presidenti delle Regioni sono dello stesso avviso» e quindi «c'è da augurarsi che dalla Conferenza Unificata giunga la spinta per la modifica dei decreti».


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