Gestionale

Associazioni in piazza: «A rischio 60mila posti di lavoro»

In una Piazza Montecitorio gremita il «popolo delle rinnovabili» - associazioni, lavoratori del
settore, cittadini - chiede con forza al governo di rivedere i decreti sugli incentivi alle rinnovabili. L'accusa é chiara: con burocrazia e tagli indiscriminati si uccide un settore che rappresenta sviluppo, occupazione, competitività, rilancio dell'economia. «Va difeso il futuro - dicono - dagli interessi dei grandi gruppi energetici che puntano tutto su gas e carbone». Tutti avvertono che «la mobilitazione continuerà nelle prossime settimane per chiedere a Parlamento e amministrazioni di modificare i decreti, soprattutto nel passaggio in conferenza Stato-regioni».
Con le misure previste dai decreti «c'é il rischio - spiegano i vertici di Assosolare - che vada a casa la metà dei 120mila occupati, calcolando quelli diretti e quelli dell'indotto, del settore rinnovabili, con l'economia che non va avanti». Alle denunce delle associazioni del
fotovoltaico si aggiunge dell'Anev, l'associazione dell'energia del vento. «Il Governo deve rendersi conto - dice - rimangiandosi gli impegni con un decreto che non permette lo sviluppo delle fonti rinnovabili non si colgono nemmeno gli impegni fissati dall'Ue". Ma, peggio
ancora, «con la decisione di non pagare i certificati verdi, dopo il taglio retroattivo, si rischia di mettere per strada 5mila persone in 2 mesi».


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