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Rinnovabili, i testi dei due decreti. Favoriti mini-impianti, no al registro per i piccoli. Per il fotovoltaico stop agli incentivi fra tre anni

Al. Tr.

Ok dei ministri Passera, Clini e Catania, ora i testi all'Authority Energia e alla Stato-Regioni - Per le altre fonti tagli fino al 15%

Sono stati diffusi dal Ministero dello Sviluppo economico i testi dei due decreti sugli incentivi alle energie rinnovabili firmati l'11 aprile. Cnfermati gli obiettivi e i contenuti anticipati nei giorni scorsi. L'ntenzione del Governo è raggiungere e superare gli obiettivi europei delle energie rinnovabili fissati per il 2020 «attraverso una crescita virtuosa, basata su un sistema di incentivazione equilibrato e vantaggioso per il sistema Paese e tale da ridurre l'impatto sulle bollette di cittadini e imprese».
E' questa la finalità principale indicata dall'esecutivo Monti a proposito dei due schemi di decreti ministeriali varati l'11 aprile dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera di concerto col ministro dell'Ambiente Corrado Clini e dell'Agricoltura Mario Catania, ora all'esame dell'Autorità dell'Energia e della Conferenza Stato-Regioni. I due decreti definiscono i nuovi incentivi per l'energia fotovoltaica (cd. Quinto Conto Energia) e per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas).

In particolare, a regime si prevede l'incremento dei contributi fino a 3 miliardi di euro l'anno (dai 9 miliardi attuali, dunque, ai 12 miliardi) con un impegno complessivo nei 20 anni, assicurano i ministeri, di ulteriori 60 miliardi che si aggiungono agli attuali 170 miliardi
«Il nuovo regime - si legge in un comunicato - pone le basi per uno sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili, allineando gli incentivi ai livelli europei e adeguandoli agli andamenti dei costi di mercato (calati radicalmente nel corso degli ultimi anni). Vengono favorite le tecnologie con maggior ricaduta sulla filiera economico-produttiva nazionale e ad alto contenuto innovativo, introducendo inoltre meccanismi per evitare distorsioni a livello territoriale e conflitti con altre filiere produttive nazionali, in particolare con quella alimentare».
Il sistema, come già previsto dalla precedente normativa, entrerà in vigore al superamento della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico (previsto tra luglio e ottobre prossimi) e il 1 gennaio 2013 per il non fotovoltaico.

Viene inoltre introdotto un sistema di controllo e governo dei volumi installati e della relativa spesa complessiva, attraverso un meccanismo di aste competitive per i grandi impianti (superiori a 5 MW) e tramite registri di prenotazione per gli impianti di taglia medio-piccola (sono invece esclusi dai registri i micro impianti).
«Scopo del Governo - prosegue il comunicato - è programmare una crescita dell'energia rinnovabile più equilibrata che, oltre a garantire il superamento degli obiettivi comunitari al 2020 (dal 26% a circa il 35% nel settore elettrico), consenta di stabilizzare l'incidenza degli incentivi sulla bolletta elettrica». Secondo le stime dei ministeri, infatti, il nuovo sistema produrrà «una riduzione di spesa di circa 3 miliardi di euro l'anno rispetto al costo inerziale che si sarebbe raggiunto con il precedente regime».

«Con i due decreti firmati – hanno dichiarato i ministri Catania, Clini e Passera – viene introdotto un sistema di incentivi moderno, europeo ed equo per le tasche dei cittadini e delle imprese. L'energia rinnovabile continua a essere un pilastro fondamentale della nostra strategia, ed è per questo essenziale supportarla in modo efficace, favorendo le fonti verdi che possono sviluppare una filiera industriale e produttiva nazionale. Abbiamo inoltre posto un freno importante alla crescita dei costi energetici per cittadini e imprese. La sostenibilità economica e quella ambientale – hanno concluso i ministri - sono i due cardini su cui il governo intende basare la nuova strategia energetica nazionale in corso di elaborazione».

Fonti alternative al fotovoltaico
. Nel dettaglio, il nuovo decreto prevede una crescita graduale della spesa per le energie verdi non fotovoltaiche fino a un massimo di 5,5 miliardi di euro (a fronte degli attuali 3,5 miliardi) e una successiva stabilizzazione entro il 2020. Le misure riducono gli incentivi del 15% e introducono meccanismi per contingentare la potenza annua installata: gli impianti superiori a 5MW (20 MW per idro e geo potranno accedere agli incentivi tramite una procedura d'asta, quelli tra i 50 e 5mila KW previa iscrizione a registro, mentre per quelli di potenza compresa tra 1 e 50 KW l'accesso sarà libero.

Fotovoltaico. Per quanto riguarda il fotovoltaico, il V Conto Energia in partenza a luglio fissa il tetto di spesa annuale a 500 milioni, mentre con il Conto precedente il limite era fissato a 810 milioni solo per i grandi impianti. E punta all'eliminazione degli incentivi : «Prevediamo che nel giro di tre anni - ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti - si arrivi alla grid parity quando il fotovoltaico sarà competitivo con le altre fonti».
Previsti anche per il fotovoltaico meccanismi per «governare la nuova potenza annua»: gli impianti di potenza compresa tra 1 e 12 kW avranno accesso libero agli incentivi dopo l'entrata in esercizio, mentre per quelli oltre 12 kW è prevista l'iscrizione a registro, con criteri di priorità innanzitutti per le strutture installate sugli edifici e poi per quelle in siti contaminati, in aziende agricole e per gli impianti realizzati da Comuni con meno di 5mila abitanti.


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