Città e Urbanistica

Burden Sharing, ecco gli obiettivi regionali per le fonti rinnovabili

Maria Chiara Voci

È in vigore, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 2 aprile 2012, il Burden Sharing, cioè il provvedimento che ripartisce tra le Regioni l'impegno per il raggiungimento, entro il 2020, degli obiettivi fissati dall'Ue per l'Italia nella produzione di fonti rinnovabili.

Il testo attua il decreto legislativo 28/2011 e la direttiva europea 2009/28/CE, che ha assegnato al nostro Paese l'obbligo di utilizzare al 2020 il 17% di energia da rinnovabili sul totale dell'energia consumata (energia elettrica, termica e per i trasporti). In otto anni significherà arrivare a una produzione energetica nazionale da rinnovabili pari al 14,3% (il 17% meno la quota importata), partendo dalla produzione attuale che è pari all'8,2%.

Il decreto emanato dal ministero dello Sviluppo (d'intesa con quello dell'Ambiente e con la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano), porta la data di metà marzo. Nel testo sono definiti, in sette articoli, gli obiettivi, sia intermedi che finali, che ciascuna amministrazione regionale dovrà conseguire oltre che le conseguenze in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi stessi.

Negli allegati 2 e 1 sono invece esplicitati la metodologia seguita per la ripartizione tra le regioni secondo il Piano d'Azione Nazionale (Pan), che però secondo molte associazioni del settore sarebbe già obsoleto.

A partire dal 2016 tali obiettivi diventano vincolanti.Per far funzionare l'intero meccanismo, nei prossimi tre mesi, il Ministero dello sviluppo economico dovrà infine istituire un osservatorio di sedici componenti, con un ruolo di consultazione e confronto tecnico sulle modalità di raggiungimento degli obiettivi regionali ma anche con lo scopo di fornire un supporto ai governi locali e un luogo di scambio di buone prassi, fra un territorio e l'altro.


© RIPRODUZIONE RISERVATA